La Nuova Sardegna

Nuoro

Morta in ospedale, due indagati

di Valeria Gianoglio
Morta in ospedale, due indagati

Il gip dispone due imputazioni coatte per il caso di Francesca Debuggias. E nuovi accertamenti

3 MINUTI DI LETTURA





NUORO. Il giudice per le indagini preliminari Claudio Cozzella, in queste ore, ha sciolto la riserva e per la seconda volta ha rigettato la richiesta, formulata dalla Procura, di archiviare il caso della morte della giovane Francesca Debuggias, deceduta il 19 luglio del 2017 all’ospedale San Francesco poche ore dopo il ricovero per un forte mal di testa e poi entrata in coma. Ma non basta: lo stesso gip ha ordinato alla Procura l’iscrizione nel registro degli indagati di un medico dell’ospedale San Francesco, Teresa Orani, e ha disposto che il pubblico ministero, entro i prossimi 60 giorni, scopra il nome dell’operatore della centrale operativa del 118 di Sassari o comunque di colui che negli attimi frenetici del ricovero della ragazza aveva interloquito con i sanitari del 118 e le aveva assegnato il codice verde. Dopo avere identificato questo nome, il gip ha stabilito che la Procura lo debba iscrivere nel registro degli indagati. Ma le decisioni del giudice per le indagini preliminari, in merito a questa vicenda, non solo umana ma anche giudiziaria, così complessa e delicata, non si fermano alle due imputazioni coatte nei confronti di un medico e di un operatore del 118. Il gip ha stabilito anche che sia necessario un approfondimento medico-legale su alcuni punti. E sul finale del suo provvedimento, il gip «manda alla cancelleria per la comunicazione alle parti e al procuratore generale presso la Corte di appello di Cagliari, sezione distaccata di Sassari, per l’eventuale avocazione».

Detto in altri termini, per il gip stavolta in particolare, sulla morte di Francesca Debuggias la Procura deve andare a fondo, si devono iscrivere due persone nel registro degli indagati, si devono approfondire alcuni accertamenti, e si deve procedere senza più alcun tentennamento o richiesta di archiviare il caso. Così come da tempo, e a colpi di atti e opposizioni, chiedevano con forza gli avvocati di parte civile per i familiari di Francesca Debuggias, Francesco Carboni e Alessandro Tuvoni. I loro argomenti, nell’ordinanza del gip, sono stati accolti uno ad uno. Secondo il gip Cozzella, tanto per cominciare, quando la paziente era arrivata al Pronto soccorso dell’ospedale San Francesco, presentasse già «il segno neurologico focale che avrebbe dovuto indurre quanto meno il sospetto di un ictus in corso presente già in fase extraospedaliera, ed era persistente in fase intraospedaliera, ovvero al momento dell’arrivo della sfortunata Debuggias al pronto soccorso». «Da ciò – aggiunge il gip – si desume che alle 3 del 18 luglio 2017 la dottoressa Orani fosse perfettamente a conoscenza della circostanza che la paziente mostrava, accanto ad altre sintomatologie». Per il gip, «vi fu superficialità e sottovalutazione della situazione da parte dell’operatore della centrale operativa o comunque dei sanitari del 118 che, contattato dai sanitari dell’ambulanza, e informato del fatto che la paziente aveva gli occhi semichiusi e girati verso una parte, si sbrigò a liquidare la pratica con un duplice codice verde e trasporto. È palese che lo stesso non abbia avuto la minima percezione del rischio di una importante patologia cerebrale in corso e che, per tale motivo, assegnò inopinatamente il codice verde al caso segnalatogli, con la conseguenza che la paziente fu ricevuta e inizialmente trattata al Pronto soccorso». Per lo stesso giudice, inoltre, «vi fu imperizia da parte del medico del Pronto soccorso, dottoressa Teresa Orani, la quale, una volta notato che la stessa presentava oltre alla nausea, al vomito, allo stato confusionale e all’eloquio rallentato, lo sguardo deviato verso destra, omise di valutare debitamente tale segnale, non percepì l’esistenza in corso di una patologia cerebrale ad alto rischio letale, così ritardando il necessario e auspicabile consulto con il medico neurologo e il trasferimento repentino presso il reparto di Neurologia».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative