La rivolta dei trapiantati costretti a fare i pendolari
di Paolo Merlini
Ieri mattina un sit-in di protesta dei pazienti davanti all’ospedale San Francesco Soluzione temporanea per i nefropatici, doccia fredda per gli operati al fegato
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NUORO. Come annunciato nei giorni scorsi, ieri mattina i trapiantati della provincia hanno manifestato all’ospedale San Francesco per denunciare la loro situazione di estremo disagio: operati in altri ospedali della Sardegna (ormai i trapianti si effettuano solo a Cagliari) o della penisola, chiedono di effettuare controlli nella Assl di pertinenza, appunto Nuoro. Molti di loro lamentano spostamenti faticosi, per non parlare dei costi che devono affrontare. La protesta, partita dai trapiantati di rene, si è estesa poi ai trapiantati di fegato, che chiedono lo stesso diritto.
Così ieri mattina una trentina di loro ha dato vita a un sit-in davanti all’ambulatorio di nefrologia del San Francesco. L’Assl, e cioè il direttore Grazia Cattina, non si è sottratta al confronto, e ha ascoltato le ragioni dei pazienti. Il problema, dice, è la carenza di medici. Per quanto riguarda i trapiantati di rene è stata trovata una soluzione temporanea, per ammissione della stessa Cattina: un medico dell’Assl Ogliastra ha offerto la propria collaborazione e dall’inizio della settimana tiene aperto l’ambulatorio che avrebbe dovuto chiudere lunedì scorso per l’assenza dell’unico sanitario rimasto in servizio. Si tratta di una soluzione tampone, che difficilmente andrà avanti oltre fine dicembre. Il direttore dell’Assl ne è consapevole ma confida nell’assunzione di almeno uno dei tre medici specializzandi in nefrologia che dovrebbero concludere il percorso formativo proprio a dicembre e affacciarsi al mondo del lavoro. Il problema è che i tre hanno facoltà di scelta in materia di Assl, e che potrebbero optare per altre realtà dell’isola. Di questo è convinto Gianfranco Mesina, responsabile dell’Aned (associazione emodializzati dialisi e trapianto), il quale sostiene che ufficiosamente è già noto che non sceglieranno Nuoro.
Resta caldissimo invece il fronte dei trapiantati di fegato. E sostanzialmente irrisolto il loro problema. A nome dei circa 140 pazienti della provincia parla Luigi Bellu, responsabile dell’Aitf (associazione dei trapiantati di fegato). Ricorda gli impegni presi dall’ex direttore generale dell’Ats Sardegna Fulvio Moirano perché anche loro potessero svolgere i controlli periodici a Nuoro, impegni regolarmente disattesi. Incalza anche il direttore Cattina, che ieri ha ribadito quando detto alla Nuova nei giorni scorsi: non ci sono medici, si fa fatica a garantire la sopravvivenza quotidiana del reparto di pertinenza, medicina: “Non abbiamo risorse umane”. Giustificazioni che Bellu rispedisce al mittente: “Abbiamo presentato un progetto tre anni fa, ma nonostante le promesse è rimasto lettera morta. Molti di noi devono affrontare periodicamente viaggi sino a seicento chilometri, con rischi per la salute e costi notevoli, che non tutti sono in grado di affrontare. La nostra protesta è appena agli inizi, ci rivolgeremo a un legale per capire se possiamo far valere le nostre ragioni in tribunale».
Così ieri mattina una trentina di loro ha dato vita a un sit-in davanti all’ambulatorio di nefrologia del San Francesco. L’Assl, e cioè il direttore Grazia Cattina, non si è sottratta al confronto, e ha ascoltato le ragioni dei pazienti. Il problema, dice, è la carenza di medici. Per quanto riguarda i trapiantati di rene è stata trovata una soluzione temporanea, per ammissione della stessa Cattina: un medico dell’Assl Ogliastra ha offerto la propria collaborazione e dall’inizio della settimana tiene aperto l’ambulatorio che avrebbe dovuto chiudere lunedì scorso per l’assenza dell’unico sanitario rimasto in servizio. Si tratta di una soluzione tampone, che difficilmente andrà avanti oltre fine dicembre. Il direttore dell’Assl ne è consapevole ma confida nell’assunzione di almeno uno dei tre medici specializzandi in nefrologia che dovrebbero concludere il percorso formativo proprio a dicembre e affacciarsi al mondo del lavoro. Il problema è che i tre hanno facoltà di scelta in materia di Assl, e che potrebbero optare per altre realtà dell’isola. Di questo è convinto Gianfranco Mesina, responsabile dell’Aned (associazione emodializzati dialisi e trapianto), il quale sostiene che ufficiosamente è già noto che non sceglieranno Nuoro.
Resta caldissimo invece il fronte dei trapiantati di fegato. E sostanzialmente irrisolto il loro problema. A nome dei circa 140 pazienti della provincia parla Luigi Bellu, responsabile dell’Aitf (associazione dei trapiantati di fegato). Ricorda gli impegni presi dall’ex direttore generale dell’Ats Sardegna Fulvio Moirano perché anche loro potessero svolgere i controlli periodici a Nuoro, impegni regolarmente disattesi. Incalza anche il direttore Cattina, che ieri ha ribadito quando detto alla Nuova nei giorni scorsi: non ci sono medici, si fa fatica a garantire la sopravvivenza quotidiana del reparto di pertinenza, medicina: “Non abbiamo risorse umane”. Giustificazioni che Bellu rispedisce al mittente: “Abbiamo presentato un progetto tre anni fa, ma nonostante le promesse è rimasto lettera morta. Molti di noi devono affrontare periodicamente viaggi sino a seicento chilometri, con rischi per la salute e costi notevoli, che non tutti sono in grado di affrontare. La nostra protesta è appena agli inizi, ci rivolgeremo a un legale per capire se possiamo far valere le nostre ragioni in tribunale».
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