La Nuova Sardegna

Nuoro

Sequestri di droga, anno record

di Simonetta Selloni

I carabinieri hanno tolto dal mercato oltre una tonnellata di marijuana, valore cinque milioni di euro

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NUORO. Appena qualche giorno fa il sequestro record, a Orgosolo, di 700 chili di marijuana, per un valore di mercato circa 3 milioni di euro. Ma sono complessivamente 1.169 i chili di marijuana sottratti nei primi 11 mesi del 2019 al mercato dello spaccio dai carabinieri del Comando provinciale di Nuoro, a dimostrazione di quanto sia alta l'attenzione per un tipo di reato che ha un forte impatto soprattutto tra i giovani, spesso minori. Alla droga già pronta per lo spaccio, si aggiunge il sequestro di 16.280 piantine, due chili e mezzo di cocaina e settanta chili di altre droghe, tra le quali eroina, ecstasy – solo in un rave party a San Teodoro erano state sequestrate 600 pasticche – e hashish. Il valore complessivo dello stupefacente è stimato in oltre cinque milioni di euro.

Secondo i dati esposti dal comandante del Nucleo investigativo di Nuoro, maggiore Michele Cappa e dal comandante della stazione del capoluogo, luogotenente Pietro Murgia, , dall'inizio del 2019 le persone arrestate per reati connessi allo spaccio della droga sono 46, mentre 106 sono quelle denunciate. I segnalati quali assuntori sono invece stati 161. I servizi messi in atto dalle 9 compagnie della provincia, con 80 stazioni dei carabinieri coinvolte, hanno riguardato 1749 pattugliamenti con il controllo di oltre 95mila veicoli e l'identificazione di 130mila persone.

Attenzione verso i giovani. «Non è solo una questione di gravità dei reati. Il punto è che lo spaccio degli stupefacenti e il conseguente consumo riguarda fasce deboli, ossia i giovani, spesso minorenni» ha sottolineato Cappa. Ecco perché il Comando provinciale, su input del colonnello Franco di Pietro, ha messo in campo una task force per arginare le varie componenti della filiera: coltivazione, trasformazione, spaccio nelle sue diverse componenti: i “grossisti” e i piccoli pusher. Magari quelli più contigui ai ragazzini, quando non gli stessi studenti, inosservati nel loro ambiente d’elezione: la scuola. L’, come nelle discoteche, sono stati intensificati i controlli.

Annus horribilis. Il 2019 è l’anno peggiore, visto dalla parte di produttori e spacciatori, perché è quello in cui vengono polverizzati i record per quanto riguarda il sequestro di marijuana, sia in termini di chili che di numero di piante: come già detto, 1.169 chili e 16.280 piante. Lo scorso anno i chili di droga sequestrati sono stati solo 35. Un trend in crescita nell’ultimo triennio per le piante, mentre nello stesso periodo gli assuntori segnalati si sono tenuti più meno costanti, salvo il picco di 301 nel 2016.

Orografia e agricoltura. Se nel resto dell’Italia la marijuana arriva da Marocco e Albania, la Sardegna marcia verso una autosufficienza produttiva. «La presenza di un territorio vasto e dell’acqua aiutano i produttori», ha sottolineato il maggiore Cappa. Non si aggregano secondo forme di tipo mafioso, non ne hanno nemmeno bisogno. Difficile stanarli, anche se ultimamente l’impiego degli elicotteri ha aiutato nell’operazione di contrasto. Dall’alto, le piante di marijuana spiccano per il verde smeraldo. E spesso, solo dall’alto è possibile individuarle.

Profitti altissimi. L’elemento emergente è l’economia di filiera. Si coltiva, si separa la parte delle piante utili per lo spaccio, si lavora di forbici, bilancini e bustine. Se da una pianta adulta si ottengono circa 300 grammi – per andare male – di sostanza da spacciare, e se il costo al dettaglio è di circa 5-7 euro a dose (poco meno di un grammo), i conti si fanno in fretta. E sono conti da paura: ecco perché il bilancio del business è in netto attivo. Da investire, magari in altre attività illecite. Ma questo è un altro livello ancora, tutto da esplorare.

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