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Da Lodè a Trieste: incontro a scuola sulla storia dei caduti

Da Lodè a Trieste: incontro a scuola sulla storia dei caduti

LODÈ. Memoria e ricerca storica sono state le protagoniste dell’incontro, ieri mattina, nella scuola secondaria di primo grado “Lionello Stock”, afferente all’Istituto comprensivo “Ai Campi Elisi” di...

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LODÈ. Memoria e ricerca storica sono state le protagoniste dell’incontro, ieri mattina, nella scuola secondaria di primo grado “Lionello Stock”, afferente all’Istituto comprensivo “Ai Campi Elisi” di Trieste, dove Angelo Curreli ha presentato, assieme all’editore Giuseppe Morea delle Edizioni Mittelcom, il suo volume “Dalla Sardegna al Carso. I caduti della prima guerra mondiale ritornano a Lodè”. L’evento, organizzato anche grazie al Circolo dei sardi e al suo presidente Luigi Lai, ha visto coinvolte le classi III B e III D le cui docenti di Lettere, rispettivamente le professoresse Daniela Mugittu e Claudia Gasparini, hanno guidato i ragazzi verso una maggior consapevolezza dei tragici fatti che coinvolsero l’altopiano carsico dove combatterono, perdendo la loro vita, molti giovani provenienti dalla Sardegna e, nello specifico, dal comune di Lodè. Il dirigente scolastico, professor Marco Cucinotta, ha accolto l’autore dell’importante libro che, attraverso le sue pagine, ha finalmente restituito un nome ai tanti soldati sardi scomparsi fra le maglie della Grande Guerra.

Lo scopo è stato quello di sensibilizzare ulteriormente i ragazzi nei confronti del Secolo breve, di un passato che è narrazione di fatti, è conoscenza di persone il cui volto emerge dai documenti, dalle testimonianze, dai ricordi ma è anche interiorizzazione di valori. Un corretto approccio allo studio avviene, infatti, fornendo agli alunni quelle coordinate interpretative che permettono l’affermazione della centralità del rapporto fra storia ed educazione alla cittadinanza. Il poter sentire dalla viva voce di un cultore della storia del Novecento, quale Angelo Curreli, che cosa abbia significato, in termini di empatia, condurre con metodo una così complessa ricerca ha rappresentato un momento privilegiato di realizzazione delle finalità formative della disciplina.

Gli allievi hanno potuto sperimentare una profonda riflessione, guidata, sui meccanismi di costruzione della conoscenza storica. Fondamentale è il coinvolgimento di adolescenti di 13/14 anni le cui corde emotive vengono sollecitate dal racconto storico proprio perché l’emozione di essere colpiti dal fluire del tempo passa attraverso le “microstorie” o storie individuali di tutti coloro che, come i soldati sardi, molti dei quali inquadrati nella Brigata Sassari –- formata dai Reggimenti 151° e 152°, reparti fra i più decorati al valor militare – hanno avuto un ruolo di primo piano entrando a pieno titolo nella Grande Storia.

Tenere bene aperti gli occhi della mente per poter meglio vedere e meglio comprendere. La storia aiuta a ragionare e più è alto il livello di insegnamento più acquista valore la proposta formativa di una scuola che vuole promuovere, nei suoi studenti, lo sviluppo del pensiero autonomo.



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