“Cortes” a quota 500mila visitatori

Cicalò fa un bilancio di Autunno in Barbagia: 32 i paesi interessati, 2500 imprenditori coinvolti e un fatturato di dieci milioni

BITTI. Domenica scorsa a Orune si è chiuso il cerchio delle Cortes apertas legate ad Autunno in Barbagia e la Camera di commercio ha scelto Bitti, prima tappa del circuito, per fare il punto su quello che ormai è diventato un fenomeno turistico, capace di spostare a ogni weekend tra settembre e dicembre folle di appassionati. A più di vent’anni dal debutto, le Cortes sono diventate anche una solida realtà economica: la stima è che almeno 500mila persone abbiano visitato uno o più dei 32 paesi di Autunno in Barbagia, dove sono state coinvolte circa 2500 imprese perlopiù del settore artigiano. A parte ogni ovvio ma affatto trascurabile discorso sulle zone interne, condannate altrimenti a un inevitabile spopolamento, quanto ha significato tutto ciò in termini economici? Agostino Cicalò parla di una stima di fatturato attorno ai 10 milioni di euro, ma appunto è una stima (anche perché gli scontrini fiscali alle Cortes spesso non si vedono).

«Con soddisfazione possiamo dire che oggi è l’appuntamento autunnale per eccellenza – sostiene Agostino Cicalò, presidente della Camera di commercio nuorese –, non soltanto per i sardi ma soprattutto per i non residenti. La manifestazione è anche rimbalzata sulle pagine di autorevoli quotidiani stranieri e ovunque, quando si parla di autunno in Sardegna, il primo evento menzionato è Autunno in Barbagia. Nel nostro piccolo, grazie al racconto della nostra storia e delle nostre identità, abbiamo creato un prodotto turistico rendendolo riconoscibile e soprattutto fruibile». Concetti rimarcati da Roberto Cadeddu, presidente dell’Aspen, l’azienda speciale della Camera di commercio che si occupa della valorizzazione del territorio. «Siamo partiti venti anni fa con pochi comuni – dice Cadeddu –: oggi tutti i centri della Barbagia fanno parte della manifestazione autunnale. È nata anche una sana competizione tra le varie comunità, ciascuna artefice del proprio progetto: noi abbiamo svolto un ruolo di coordinamento degli eventi. Ci sono paesi come Bitti, Oliena e Mamoiada che sono stati davvero esemplari. Ma tutti i comuni sono da elogiare perché hanno saputo cogliere l’opportunità di rilanciare i propri territori».

La conferma arriva dal padrone di casa, Giuseppe Ciccolini, sindaco di Bitti, che parla di un aumento di visitatori del 40 per cento solo nell’ultima edizione, anche per via delle manifestazioni che il suo Comune ha saputo legare alle Cortes (su tutte, la mostra dedicata a Leonardo da Vinci, visitata da cinquemila persone). «Bitti si è affacciata nel settore turistico con coraggio e tanta voglia di fare – dice Ciccolini –: siamo ancora all’inizio di un percorso che, sono certo, potrà dare importanti riconoscimenti all’impegno della nostra comunità». (p.me.)

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