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Nuoro

I cittadini: «Abbattuto un simbolo del quartiere»

I cittadini: «Abbattuto un simbolo del quartiere»

Gli abitanti di via La Malfa, tra i quali il jazzista Gavino Murgia, parlano di scempio Angheleddu, assessora al Verde urbano: «Decisione necessaria, poteva crollare»

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NUORO. «Quell’albero maestoso era il simbolo del quartiere, e non era affatto pericolante. Nessun abitante di via Ugo La Malfa ha mai segnalato il rischio di crollo». Parlano Gavino Murgia, il musicista conosciuto in tutta Europa, e Antonio Sanna, un pensionato che abita a una decina di metri da dove sorgeva la pianta abbattuta dal Comune per allestire l’albero di Natale in piazza delle Grazie. «La vita di una pianta ultratrentennale barattata per il divertimento di pochi giorni», dice Sanna, che quell’albero l’ha piantato di persona quando si è trasferito nel quartiere di Città Nuova. Con loro c’è anche Redento Pompitta, un altro abitante della via, che lunedì scorso insieme con pochi altri cittadini ha cercato di far desistere dall’abbattimento la squadra di operai comunali. Murgia invece era all’estero e ha fatto rientro a Nuoro solo giovedì, quando ha fatto l’amara scoperta. La sua casa sorge accanto all’aiuola comunale in cui sorgeva l’albero, dall’altro lato c’è la casa dei genitori, entrambi scomparsi. «Voglio ribadire –dice – che nessun abitante della via, e tantomeno io, ha segnalato al Comune una situazione di pericolo. Il muro della casa dei miei genitori è assolutamente integro, ma se avesse avuto problemi avrei abbattuto il muro, non l’albero. Dal ceppo si può notare che l’albero era in salute, le radici ben salde e non invasive». Insomma, per Murgia e gli abitanti della via l’albero non andava abbattuto, soprattutto per la destinazione effimera che ha avuto. «Aveva anche un significato religioso – dice ancora Antonio Sanna –, indicando l’effige della Madonna posta accanto all’albero abbattuto. Due volte l’anno qui festeggiamo Maria Ausiliatrice, e il grande albero era il luogo in cui ripararsi. Mia moglie ha pianto quando veniva tagliato». Il pensionato è fratello di monsignor Ignazio Sanna, vescovo di Oristano, che in passato si è recato in via La Malfa e ha benedetto questo piccolo sito religioso.

Ma se non stati gli abitanti di via La Malfa a segnalare la pericolosità della pianta e chiedere il suo abbattimento (e neppure i vigili del fuoco, che proprio due giorni prima, in occasione di una bufera di vento con raffiche oltre i cento chilometri orari, avevano evidenziato un lungo elenco di piante a rischio crollo ma no n questa), allora chi è stato? Esponenti della giunta avevano affermato che era arrivata una segnalazione da alcuni cittadini, ma ora interviene l’assessora al Verde pubblico Eleonora Angheleddu, la quale sostiene come sia stata una decisione autonoma presa dagli uffici del Comune, che avevano ravvisato il pericolo di crollo dell’albero, «che è un cedro, e non un abete». Un albero sempre trentennale, comunque, e imponente con suoi 10-12 metri d’altezza. «Da parte nostra – continua Angheleddu – non c’è stata alcuna sottovalutazione dell’importanza dell’albero, che sostituiremo al più presto con un prunus che abbiamo già acquistato. Chiedo da tempo un censimento degli alberi cittadini, in particolare quegli storici, ma i tecnici, e non io, hanno detto che quello andava rimosso. Proprio a Città Nuova stiamo procedendo a un piano del verde che comporterà la sostituzione di altri alberi». Poi c’è il trasporto certo incauto del cedro verso piazza delle Grazie con il danneggiamento di numerose auto in via Lamarmora. «Il servizio è stato esternalizzato – dice l’assessora – sarà eventualmente la ditta appaltatrice a risponderne, ma al momento non abbiamo ricevuto segnalazioni». E infine l’impianto di illuminazione dell’albero, una volta allestito in piazza delle Grazie, con l’intervento dei Vigili del fuoco, che dopo aver constatato che non era norma e una situazione di pericolo per i passanti lo hanno spento. «Anche qui ne risponderà la ditta appaltatrice , ora l’impianto è a posto», conclude Angheleddu. (p.me.)

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