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Polemica sull’imposta di soggiorno

Polemica sull’imposta di soggiorno

La giunta: sì anche per le seconde case. La minoranza si oppone

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BUDONI. La decisione della maggioranza guidata da Giuseppe Porcheddu di far pagare l’imposta di soggiorno anche alle seconde case che vengono affittate nei mesi estivi ha scatenato le ire dell’opposizione consiliare. «Il sindaco non ha tenuto fede alla promessa di non aumentare le tasse, raggirando l’ostacolo e introducendo di fatto un nuovo balzello che graverà sui cittadini», dice la capogruppo di minoranza Loredana Meloni. «Il 20 dicembre si è approvata la modifica al regolamento sull’imposta di soggiorno che prevede di estenderla alle strutture extralberghiere come seconde case, residence, agriturismi, si presume già da quest’anno se tale regolamento sarà reso attuativo con delibera di giunta. Noi – prosegue Meloni – in consiglio abbiamo espresso voto contrario e ci siamo battuti contro l’estensione dell’imposta alle strutture extraalberghiere, manifestando forte disapprovazione e preoccupazione sulle possibili ripercussioni per l’economia del paese». Secondo l’opposizione la crisi economica che si avverte nel nostro territorio peggiorerà con l’applicazione di questa imposta è deleteria sia per i costi elevati dei trasporti per giungere in Sardegna e per la ripresa del turismo verso mete extraeuropee che hanno già comportato un calo generale delle presenze nell’isola. «Se a questo sommiamo l’imposta di soggiorno aggiungiamo ulteriori costi per i turisti che scelgono Budoni», evidenziano oltre alla Meloni i consiglieri Annamaria Succu, Graziella Nieddu, Anna Luisa Murrighile ed Emanuele Cuculliu. (s.s.)



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