Diritto e dovere umano della Memoria
di Gianluca Corsi
I liceali del Fermi all’università per leggere e rileggere le opere sull’Olocausto
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NUORO. Il giorno della Memoria ha una funzione conoscitiva ed etica. Ci sono insegnanti che rifiutano l’idea che gli studenti conoscano alla perfezione i “Promessi sposi” e ignorino le opere di Primo Levi. E i docenti delle quarte B, C ed M del liceo Fermi, in occasione dei pomeriggi di reading letterario organizzati nell’ambito della “Giornata della memoria 2020 – Il cammino dei diritti umani in Europa”, hanno saputo dimostrare che i loro studenti non possono pensare di essere pronti per il mondo, se non sanno quanto orrore si cela dentro alla storia dell’uomo. E non saranno mai uomini se non riconoscono ad ogni altro uomo la dignità che merita.
Da lunedì 27 a giovedì 30 scorso, negli spazi dell’università di via Salaris, i ragazzi hanno scelto di celebrare l’evento, patrocinato dalla prefettura e dal Comune e finanziato dalla Provincia, leggendo e interpretando alcuni passi di opere letterarie che trattano la violazione dei diritti umani. La scelta è ricaduta principalmente su testi che raccontano le tragiche vicende delle deportazioni e uccisioni degli ebrei: le opere di Primo Levi “Se questo è un uomo” e “La tregua”, ma anche “La memoria rende liberi” della senatrice Liliana Segre, “La pianista di Auschwitz” e “Il bambino di Auschwitz”, romanzi nei quali l’autrice Susy Zail racconta vicende ispirate a fatti realmente accaduti nel famigerato campo di concentramento polacco. Ma la maturità degli studenti del Fermi si è vista anche quando hanno voluto sottolineare che queste violazioni non sono avvenute solo in quel determinato periodo storico, ma, purtroppo, si sono ripetute anche in tempi più recenti.
Segno che l’uomo ha la memoria corta e che la letteratura può far molto, ma come detto da qualcuno, l’umanità non può essere guardata solo dall’angolo emotivo, ha bisogno di essere coadiuvata dall’impegno personale e dalla fede tenace nell’uomo e nelle sue potenzialità di bene. Ecco perché i liceali nuoresi hanno voluto puntare su testi che parlano del razzismo nei confronti degli afroamericani (“Il buio oltre la siepe” di H. Lee, premio Pulitzer per la narrativa nel 1961), sui bambini soldato (“Memorie di un bambino soldato” di I. Beah), sulla vicenda di molte giovani costrette a ritornare nei paesi d’origine per sposare perfetti sconosciuti (“Siria mon amour” di A. El Nasif) e su uno dei casi più tristemente famosi dell’Italia degli ultimi anni (“Il coraggio e l’amore” di I. Cucchi e F. Anselmo). Oltre alle giornate del reading letterario gli studenti del Fermi, supervisionati dai docenti e dalla preside Mariantonietta Ferrante, hanno ideato e allestito degli originali pannelli espositivi, sapientemente illustrati ai visitatori, ispirati da alcuni passi del libro di Liliana Segre e nei quali sono stati reinterpretati in chiave attuale i principali articoli della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e della Convenzione europea dei diritti umani.
Da lunedì 27 a giovedì 30 scorso, negli spazi dell’università di via Salaris, i ragazzi hanno scelto di celebrare l’evento, patrocinato dalla prefettura e dal Comune e finanziato dalla Provincia, leggendo e interpretando alcuni passi di opere letterarie che trattano la violazione dei diritti umani. La scelta è ricaduta principalmente su testi che raccontano le tragiche vicende delle deportazioni e uccisioni degli ebrei: le opere di Primo Levi “Se questo è un uomo” e “La tregua”, ma anche “La memoria rende liberi” della senatrice Liliana Segre, “La pianista di Auschwitz” e “Il bambino di Auschwitz”, romanzi nei quali l’autrice Susy Zail racconta vicende ispirate a fatti realmente accaduti nel famigerato campo di concentramento polacco. Ma la maturità degli studenti del Fermi si è vista anche quando hanno voluto sottolineare che queste violazioni non sono avvenute solo in quel determinato periodo storico, ma, purtroppo, si sono ripetute anche in tempi più recenti.
Segno che l’uomo ha la memoria corta e che la letteratura può far molto, ma come detto da qualcuno, l’umanità non può essere guardata solo dall’angolo emotivo, ha bisogno di essere coadiuvata dall’impegno personale e dalla fede tenace nell’uomo e nelle sue potenzialità di bene. Ecco perché i liceali nuoresi hanno voluto puntare su testi che parlano del razzismo nei confronti degli afroamericani (“Il buio oltre la siepe” di H. Lee, premio Pulitzer per la narrativa nel 1961), sui bambini soldato (“Memorie di un bambino soldato” di I. Beah), sulla vicenda di molte giovani costrette a ritornare nei paesi d’origine per sposare perfetti sconosciuti (“Siria mon amour” di A. El Nasif) e su uno dei casi più tristemente famosi dell’Italia degli ultimi anni (“Il coraggio e l’amore” di I. Cucchi e F. Anselmo). Oltre alle giornate del reading letterario gli studenti del Fermi, supervisionati dai docenti e dalla preside Mariantonietta Ferrante, hanno ideato e allestito degli originali pannelli espositivi, sapientemente illustrati ai visitatori, ispirati da alcuni passi del libro di Liliana Segre e nei quali sono stati reinterpretati in chiave attuale i principali articoli della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e della Convenzione europea dei diritti umani.
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