Bancarotta, condannato Solinas

Tre anni per il titolare dell’impresa “Grafiche editoriali sas” e per la figlia. Assolta la moglie

NUORO. Due condanne, più blande rispetto alla richiesta della pubblica accusa e un’assoluzione. Per tutti la contestazione principale era la bancarotta fraudolenta. L’imprenditore nuorese Maurizio Solinas, titolare fino a pochi anni fa della società Grafiche editoriali sas, storica impresa del nuorese, è stato ieri condannato a 3 anni e sei mesi. Assolta da tutte le accuse la moglie Maria Carmela Saba; condanna, invece, a tre anni la figlia della coppia Laura Giovanna Solinas. La sentenza con la lettura del dispositivo da parte del presidente del collegio Giorgio Cannas (a latere Alessandra Ponti e Giovanni Angelicchio) è arrivata nella tarda mattinata di ieri.

In precedenza si erano svolte le repliche del pm Ilaria Bradamante e del collegio difensivo dei tre imputati (gli avvocati Tore Marteddu, Giovanni Colli e Carmela Saba) che, motivandola, hanno invece sollecitato l’assoluzione dei loro assistiti. La pubblica accusa nella precedente udienza aveva chiesto per il patron della società Maurizio Solinas, 67 anni, una condanna a 4 anni e sei mesi, e tre anni per sua moglie e sua figlia; richiesta ribadita ieri in sede di repliche dal sostituto. Per il pm insomma è stata rappresentata e dimostrata la volontà di sottrarre i beni dell’azienda che nel 31 dicembre 2013 contabilizzava insussistenza all’attivo per un totale di 1,379 milioni di euro.

La decisione del collegio pur condannando padre e figlia, ha ridimensionato la pena per Maurizio Solinas (assolto per due capi con il riconoscimento delle generiche), fermando la pena a 3 anni e sei mesi (sopra i 4 anni, infatti, avrebbe significato la detenzione in carcere per l’uomo), e a tre per la figlia Laura. La donna secondo la conclusione a cui è arrivato il collegio giudicante avrebbe aiutato il padre a vendere un macchinario per le stampe dell’azienda all’estero, ma i cui proventi sarebbero stati utilizzati per pagare i lavoratori e i fornitori. Circostanza riconosciuta e che ha fatto scattare il beneficio delle attenuanti generiche. Per la vendita del macchinario all’estero, a differenza della figlia, è stato assolto il genitore. I legali avevano sollecitato il principio del ne bis in idem, in quanto sulla questione esiste già una sentenza del tribunale di Oristano che assolve Maurizio Solinas dal reato di appropriazione indebita.

La condanna di primo grado accende i riflettori sulla declino di una bella realtà imprenditoriale del territorio travolta dalla crisi e da una zona industriale mai decollata per servizi e opportunità di crescita. I Solinas avevano deciso di investire nell’area di Ottana Bolotana dove si erano trasferiti. Ben presto, però, dovettero fare i conti con infrastrutture inesistenti (nemmeno il cablaggio per inviare i dati) e disservizi di ogni tipo. La crisi dell’editoria e le commesse dei Comuni bloccate dal patto di stabilità aggravarono ulteriormente la situazione a cui si aggiunsero le richieste della Sfirs che gli aveva concesso un cospicuo finanziamento. Fu così lo stesso Maurizio Solinas a portare i libri contabili in tribunale per il fallimento dell’azienda.

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