«Le primarie non servono a nulla»
di Luciano Piras
Il sindaco Soddu dopo le dichiarazioni di Arru: è più importante condividere lo stesso progetto
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NUORO. «Luigi Arru coglie nel segno perché mette al primo posto la necessità di affrontare le elezioni uniti e compatti, promuovendo un programma per il futuro della città, della nostra comunità, del territorio». È questa la prima reazione del sindaco Andrea Soddu alle parole dell’ex assessore regionale della Sanità, che ieri in una intervista con la Nuova Sardegna invitava il centrosinistra a evitare le primarie per andare uniti contro la destra. Appena qualche giorno fa, sempre dalle colonne della Nuova, un altro esponente del Pd, l’ex deputato Michele Piras, rinnovava l’invito a Soddu affinché si metta a disposizione e partecipi alle primarie fissate per il 5 aprile.
Insomma: è in atto un’altra guerra interna al Pd, l’ennesima. Così, i dem, non rischiano di fare autolesionismo?
«Il dibattito, le polemiche e le divisioni sono naturali in tutte le famiglie politiche, nei partiti, nei movimenti» risponde il primo cittadino di Nuoro in corsa per succedere a se stesso, alle comunali del 7 giugno prossimo. «Il mio auspicio – sottolinea – è che le divisioni si ricompongano, per andare tutti insieme in un’unica direzione: dare un proprio contributo alla costruzione di un futuro possibile. Le divisioni vanno superate nell’ottica di un interesse supremo che è il bene della collettività».
E lei sarebbe disposto a fare un passo indietro per il bene della collettività accettando la sfida delle primarie?
«Non voglio fossilizzarmi su primarie sì, primarie no. Ribadisco che le primarie non sono lo strumento per unire lo schieramento che si vuole presentare alle elezioni. Non hanno una ragione politica. Cinque anni fa mi sono candidato perché il nostro schieramento aveva un progetto, migliorabile, che va revisionato, ampliato e condiviso, ma resta il progetto la ragione di fondo. Se si vuole portare avanti un progetto, noi ce lo abbiamo, abbiamo una compagine e vogliamo condividerlo con tutti quelli che hanno la stessa visione. Il bene della collettività si persegue portando avanti idee innovative e riformatrici, pragmatiche e visionarie allo stesso tempo. E per questo è necessario allargare gli orizzonti e coinvolgere la comunità tutta. A noi appare che le primarie non vadano in questa direzione».
Lei e il suo movimento civico (che rispetto alle origini ha perso il Psd’Az) siete stati invitati a partecipare al tavolo del centrosinistra ma finora non vi siete presentati. Lo farete a breve?
«Sono decisioni che prenderà il movimento nel suo complesso, all’esito di un ragionamento che pone al centro un progetto sul futuro della città, frutto di condivisione e dialogo».
Visti i vari rivoli del centrosinistra, stavolta la roccaforte Nuoro potrebbe passare nelle mani del centrodestra come è già successo a Cagliari...
«Credo che vincerà il progetto migliore per la città del futuro. Quello che mira a costruire una città delle opportunità. Basata su ambiente, qualità della vita, benessere e occasioni di lavoro. Una città contemporanea dove sia un orgoglio viverci. Una città coesa sui valori di solidarietà, fraternità e lotta alla povertà economica e morale. Questo progetto è aperto a tutti coloro che lo vogliono condividere. E questo progetto è il nostro. Un progetto che vuole affermare la visione di una città simbolo dei valori democratici e del dialogo, dell’antifascismo e della libertà. Occorre una rivoluzione saggia che, guardando all’ambiente, al welfare, al benessere fisico e alla cultura, all’innovazione e ai turismi, si proietti in avanti. Così, guidati dalla bellezza del territorio e dalla determinazione di Grazia Deledda, costruiremo la città contemporanea e ricca di futuro».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Insomma: è in atto un’altra guerra interna al Pd, l’ennesima. Così, i dem, non rischiano di fare autolesionismo?
«Il dibattito, le polemiche e le divisioni sono naturali in tutte le famiglie politiche, nei partiti, nei movimenti» risponde il primo cittadino di Nuoro in corsa per succedere a se stesso, alle comunali del 7 giugno prossimo. «Il mio auspicio – sottolinea – è che le divisioni si ricompongano, per andare tutti insieme in un’unica direzione: dare un proprio contributo alla costruzione di un futuro possibile. Le divisioni vanno superate nell’ottica di un interesse supremo che è il bene della collettività».
E lei sarebbe disposto a fare un passo indietro per il bene della collettività accettando la sfida delle primarie?
«Non voglio fossilizzarmi su primarie sì, primarie no. Ribadisco che le primarie non sono lo strumento per unire lo schieramento che si vuole presentare alle elezioni. Non hanno una ragione politica. Cinque anni fa mi sono candidato perché il nostro schieramento aveva un progetto, migliorabile, che va revisionato, ampliato e condiviso, ma resta il progetto la ragione di fondo. Se si vuole portare avanti un progetto, noi ce lo abbiamo, abbiamo una compagine e vogliamo condividerlo con tutti quelli che hanno la stessa visione. Il bene della collettività si persegue portando avanti idee innovative e riformatrici, pragmatiche e visionarie allo stesso tempo. E per questo è necessario allargare gli orizzonti e coinvolgere la comunità tutta. A noi appare che le primarie non vadano in questa direzione».
Lei e il suo movimento civico (che rispetto alle origini ha perso il Psd’Az) siete stati invitati a partecipare al tavolo del centrosinistra ma finora non vi siete presentati. Lo farete a breve?
«Sono decisioni che prenderà il movimento nel suo complesso, all’esito di un ragionamento che pone al centro un progetto sul futuro della città, frutto di condivisione e dialogo».
Visti i vari rivoli del centrosinistra, stavolta la roccaforte Nuoro potrebbe passare nelle mani del centrodestra come è già successo a Cagliari...
«Credo che vincerà il progetto migliore per la città del futuro. Quello che mira a costruire una città delle opportunità. Basata su ambiente, qualità della vita, benessere e occasioni di lavoro. Una città contemporanea dove sia un orgoglio viverci. Una città coesa sui valori di solidarietà, fraternità e lotta alla povertà economica e morale. Questo progetto è aperto a tutti coloro che lo vogliono condividere. E questo progetto è il nostro. Un progetto che vuole affermare la visione di una città simbolo dei valori democratici e del dialogo, dell’antifascismo e della libertà. Occorre una rivoluzione saggia che, guardando all’ambiente, al welfare, al benessere fisico e alla cultura, all’innovazione e ai turismi, si proietti in avanti. Così, guidati dalla bellezza del territorio e dalla determinazione di Grazia Deledda, costruiremo la città contemporanea e ricca di futuro».
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