La Nuova Sardegna

Nuoro

le verifiche e la trasparenza

di Valeria Gianoglio

NUORO. Al San Francesco sono diventate una merce più che rara, tanto che le poche rimaste a disposizione sono sotto chiave per le grandi emergenze in sala operatoria. Per non parlare dei tamponi, dei...

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NUORO. Al San Francesco sono diventate una merce più che rara, tanto che le poche rimaste a disposizione sono sotto chiave per le grandi emergenze in sala operatoria. Per non parlare dei tamponi, dei reagenti diventati introvabili e di diversi presidi per garantire la sicurezza dei pazienti e del personale sanitario in prima linea nella battaglia contro il coronavirus, e che conta ormai almeno quindici contagi ufficiali. E se, nonostante gli straordinari sforzi di medici, infermieri e Oss, all’ospedale di Nuoro, come più volte hanno segnalato i sindacati, mancano alcuni strumenti preziosi per proteggersi al meglio, a cercare di metterci una pezza ci pensa il gran cuore dei barbaricini. E anche di quelli che vivono da tempo fuori dai confini della provincia e dell’intera isola. Come Nina Pittalis, 51 anni, orunese di radici, studi al Geometri di Nuoro e poi all’università di Pisa, e da venti anni trapiantata a Roma dove vive con la famiglia e lavora come ingegnere informatico all’Eni.

Un paio di giorni fa, infatti, alla professionista del Nuorese è venuta l’idea, e le è venuta davvero dal cuore, di aprire una raccolta fondi da destinare all’ospedale San Francesco, e in particolare alla terapia intensiva e alle sue necessità. «Ero a Roma come sempre – spiega – e ovviamente leggevo di tutto quello che stava accadendo anche a Nuoro e delle necessità dell’ospedale e stavo cercando un modo per dare un contributo alla mia comunità. Poi ho visto che in altre città d’Italia erano partite iniziative per raccogliere fondi da destinare agli ospedali, così ho pensato di avviarne una anche per il nostro caro San Francesco. Ho preso i contatti con alcuni miei amici, come Antonella Fancello di Dorgali, e Roberta Sale, e abbiamo lanciato la campagna tramite la piattaforma Gofundme. E dal momento che sin dall’inizio abbiamo voluto la massima trasparenza, abbiamo informato dell’iniziativa, tramite mail, i vertici dell’azienda sanitaria chiedendo loro un iban o un numero di conto corrente nel quale far confluire i fondi. Ci hanno risposto accogliendo con molta gioia la nostra iniziativa. E abbiamo informato anche la Regione».

Ma tante risposte, e decisamente massicce, sono arrivate anche dai semplici cittadini e dalla loro grande generosità. Prima mille, poi duemila, poi ancora altre migliaia di euro: stando alla tarda serata di ieri la raccolta fondi, sul sito www.gofundme.com//coronavirus-aiuti-ospedale-san-francesco-nuoro,in poco tempo aveva superato i 17mila euro. «In questa fase davvero delicata, dal punto di vista sociale e sanitario, ognuno di noi può fare qualcosa – scrivono Nina Pittalis e i promotori della raccolta fondi – medici, infermieri, personale Oss stanno facendo un lavoro duro e importantissimo e vorremmo supportarli concretamente. Per questo motivo abbiamo pensato di aiutare l’attivazione di questa campagna di raccolta fondi per l’ospedale San Francesco di Nuoro per il reperimento del materiale necessario per affrontare questa emergenza. In questo momento le attrezzature necessarie per garantire i posti letto di terapia intensiva e subintensiva sono: mascherine, ventilatori, dispositivi di ventilazione non invasiva, monitoraggio emodinamico, monitor. Anche una piccola donazione può fare la differenza».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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