Prete manda i fedeli dal medico
di Alessandro Mele
Sacerdoti positivi al Covid19. Il parroco in quarantena volontaria: «Chi il 7 era a messa stia attento»
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NUORO. È stato il parroco di San Paolo, don Riccardo Fenudi, a dare la comunicazione ufficiale: dodici giorni fa, il 7 marzo, la messa vespertina è stata celebrata da un sacerdote successivamente risultato positivo al coronavirus. Nella comunicazione, firmata anche dal Consiglio pastorale, don Fenudi ha voluto avvisare i circa 60 i fedeli, ormai a quasi due settimane da quella messa. Il celebrante si è sentito male una settimana dopo, e con lui un altro sacerdote, anche lui positivo al Covig-19.
Alla funzione c’erano una sessantina di persone, ricevere la comunione dalle mani del sacerdote sarebbero stati circa la metà dei partecipanti. L’altra metà l’aveva avuta da un ministro laico, che avendo fatto la comunione per ultimo, non dovrebbe risultare fonte di contagio. Sempre ieri si è appreso che il giorno prima della celebrazione (venerdì 6 marzo) lo stesso sacerdote che ha detto messa il 7 ha presieduto una Via crucis sempre nella chiesa di San Paolo, avvenimento al quale hanno partecipato decine di fedeli. Ma siamo a 13 giorni fa.
Don Riccardo Fenudi, si legge nella nota, si è posto «in quarantena preventiva volontaria nonostante le buone condizioni di salute».
Lui, «unitamente al Consiglio pastorale della parrocchia di San Paolo, in preghiera costante per gli altri sacerdoti ricoverati perché risultati positivi al tampone del Covid19, constatato che uno di essi ha presieduto la celebrazione eucaristica vespertina nella nostra chiesa sabato 7 marzo, invitano coloro che hanno preso parte a questa celebrazione, in particolare coloro che si sono recati a ricevere la comunione o si siano accostati al sacramento della confessione con uno di essi, a porre una particolare attenzione qualora manifestassero sintomi della malattia, nonché a mettere in atto tutte le dovute misure stabilite dai protocolli ministeriali per il contenimento della malattia, avvisando il proprio medico». Intanto, mentre la vicenda è in costante aggiornamento, anche la prefettura richiama il rispetto rigido delle regole imposte dal decreto della presidenza del consiglio: «La prefettura ritiene doveroso un ulteriore fermo richiamo al senso di responsabilità dei singoli cittadini – si legge in una nota – affinché venga rispettato senza deroghe l’obbligo, dato in via generale dalla normativa, di restare a casa, adottando i comportamenti più drastici al fine di evitare il più possibile la diffusione del contagio». Sugli postamenti, «È da evitarsi, per quanto possibile, anche l’attività motoria all’aperto, con o senza cane, che va comunque svolta nelle immediate vicinanze dell’abitazione».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Alla funzione c’erano una sessantina di persone, ricevere la comunione dalle mani del sacerdote sarebbero stati circa la metà dei partecipanti. L’altra metà l’aveva avuta da un ministro laico, che avendo fatto la comunione per ultimo, non dovrebbe risultare fonte di contagio. Sempre ieri si è appreso che il giorno prima della celebrazione (venerdì 6 marzo) lo stesso sacerdote che ha detto messa il 7 ha presieduto una Via crucis sempre nella chiesa di San Paolo, avvenimento al quale hanno partecipato decine di fedeli. Ma siamo a 13 giorni fa.
Don Riccardo Fenudi, si legge nella nota, si è posto «in quarantena preventiva volontaria nonostante le buone condizioni di salute».
Lui, «unitamente al Consiglio pastorale della parrocchia di San Paolo, in preghiera costante per gli altri sacerdoti ricoverati perché risultati positivi al tampone del Covid19, constatato che uno di essi ha presieduto la celebrazione eucaristica vespertina nella nostra chiesa sabato 7 marzo, invitano coloro che hanno preso parte a questa celebrazione, in particolare coloro che si sono recati a ricevere la comunione o si siano accostati al sacramento della confessione con uno di essi, a porre una particolare attenzione qualora manifestassero sintomi della malattia, nonché a mettere in atto tutte le dovute misure stabilite dai protocolli ministeriali per il contenimento della malattia, avvisando il proprio medico». Intanto, mentre la vicenda è in costante aggiornamento, anche la prefettura richiama il rispetto rigido delle regole imposte dal decreto della presidenza del consiglio: «La prefettura ritiene doveroso un ulteriore fermo richiamo al senso di responsabilità dei singoli cittadini – si legge in una nota – affinché venga rispettato senza deroghe l’obbligo, dato in via generale dalla normativa, di restare a casa, adottando i comportamenti più drastici al fine di evitare il più possibile la diffusione del contagio». Sugli postamenti, «È da evitarsi, per quanto possibile, anche l’attività motoria all’aperto, con o senza cane, che va comunque svolta nelle immediate vicinanze dell’abitazione».
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