Macomer, inchiesta Ippocrate: torna libero Succu il sindaco sospeso
di Simonetta Selloni
Revocati i domiciliari al medico accusato nell’ambito dell’indagine sui concorsi pilotati. Ritorna in carica
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MACOMER. Dopo 175 giorni agli arresti domiciliari torna in libertà Antonio Onorato Succu, 60 anni, sindaco – sospeso dall’incarico – di Macomer e attuale primario dell’Ostetricia e ginecologia dell’ospedale San Francesco di Nuoro. Un libertà quasi kafkiana, arrivata in un Paese paradossalmente agli arresti domiciliari per il coronavirus, scenario del tutto inimmaginabile quando, a ottobre scorso, era scattata l’inchiesta. Succu è finito nelle maglie dell’indagine condotta dalla Guardia di finanza e coordinata dai due sostituti della Procura di Oristano Armando Mammone e Marco De Crescenzo, sui presunti concorsi pilotati e sulle presunte assunzioni interinali alla Assl di Oristano. Assunzioni garantite solo in cambio di favori elettorali verso il Partito dei Sardi, quando Succu rivestiva l’incarico di primario ginecologo all’ospedale San Martino di Oristano.
La decisione del gip rimette sullo scranno più alto del municipio di Macomer Succu, la cui sospensione dalla carica di sindaco era intervenuta in virtù della legge Severino. Disposta il 4 ottobre scorso (all’indomani dell’arresto), dalla prefetta di Nuoro Anna Aida Abruzzese, si attende che la stessa rappresentante del Governo la revochi: questione di ore.
«Sono molto provato, preferisco in questo momento non rilasciare dichiarazioni». Così Succu al telefono (di un congiunto, il suo è ancora sotto sequestro), ha cortesemente declinato l’invito a commentare questa strana libertà che gli viene notificata in una situazione surreale, a causa delle restrizioni imposte per il Covid-19.
Per la cronaca, il gip del tribunale di Oristano Annie Cecile Pinello, ha accolto l’istanza di revoca della misura cautelare presentata dai legali del professionista, avvocati Guido Manca Bitti e Roberto Olla (quest’ultimo subentrato all’avvocato Luciano Rubattu, che il 9 marzo ha rinunciato al mandato).
Se Succu potrà, come già detto, tornare a esercitare il mandato sindacale (non si era mai dimesso), il provvedimento di revoca dei domiciliari, in scadenza il 3 aprile, viene però sostituito con una misura certamente più blanda, e che riguarda la sua professione: il gip gli ha infatti imposto il divieto di svolgere incarichi direttivi in seno all’Ats per un anno. Vale a dire che il medico, attualmente sospeso dal ruolo di primario al San Francesco di Nuoro, peraltro mai assunto per via dell’arresto, può tornare in corsia, ma non con il suo incarico. Questo, evidentemente, per coerenza rispetto alla tesi accusatoria: il giudice ha inteso vietare ogni condizione che possa consentirgli la scelta di personale, come è proprio degli incarichi direttivi, e che nell’indagine denominata Ippocrate, si ritiene sia stata strumento di controllo del voto.
Nell’inchiesta, che ha coinvolto 19 persone, restano ancora ai domiciliari Augusto Cherchi, 58 anni di Bosa, ex primario della Rianimazione del San Martino di Oristano ed ex consigliere regionale del Partito dei sardi (difeso dagli avvocati Pierluigi e nrico Meloni), e Salvatore Manai, 46 anni, di Silanus, capo degli infermieri della Ginecologia del San Martino (difeso dall’avvocato Antonello Spada). L’inchiesta è al termine, a breve si attende da parte della Procura il deposito dell’avviso di conclusione delle indagini.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
La decisione del gip rimette sullo scranno più alto del municipio di Macomer Succu, la cui sospensione dalla carica di sindaco era intervenuta in virtù della legge Severino. Disposta il 4 ottobre scorso (all’indomani dell’arresto), dalla prefetta di Nuoro Anna Aida Abruzzese, si attende che la stessa rappresentante del Governo la revochi: questione di ore.
«Sono molto provato, preferisco in questo momento non rilasciare dichiarazioni». Così Succu al telefono (di un congiunto, il suo è ancora sotto sequestro), ha cortesemente declinato l’invito a commentare questa strana libertà che gli viene notificata in una situazione surreale, a causa delle restrizioni imposte per il Covid-19.
Per la cronaca, il gip del tribunale di Oristano Annie Cecile Pinello, ha accolto l’istanza di revoca della misura cautelare presentata dai legali del professionista, avvocati Guido Manca Bitti e Roberto Olla (quest’ultimo subentrato all’avvocato Luciano Rubattu, che il 9 marzo ha rinunciato al mandato).
Se Succu potrà, come già detto, tornare a esercitare il mandato sindacale (non si era mai dimesso), il provvedimento di revoca dei domiciliari, in scadenza il 3 aprile, viene però sostituito con una misura certamente più blanda, e che riguarda la sua professione: il gip gli ha infatti imposto il divieto di svolgere incarichi direttivi in seno all’Ats per un anno. Vale a dire che il medico, attualmente sospeso dal ruolo di primario al San Francesco di Nuoro, peraltro mai assunto per via dell’arresto, può tornare in corsia, ma non con il suo incarico. Questo, evidentemente, per coerenza rispetto alla tesi accusatoria: il giudice ha inteso vietare ogni condizione che possa consentirgli la scelta di personale, come è proprio degli incarichi direttivi, e che nell’indagine denominata Ippocrate, si ritiene sia stata strumento di controllo del voto.
Nell’inchiesta, che ha coinvolto 19 persone, restano ancora ai domiciliari Augusto Cherchi, 58 anni di Bosa, ex primario della Rianimazione del San Martino di Oristano ed ex consigliere regionale del Partito dei sardi (difeso dagli avvocati Pierluigi e nrico Meloni), e Salvatore Manai, 46 anni, di Silanus, capo degli infermieri della Ginecologia del San Martino (difeso dall’avvocato Antonello Spada). L’inchiesta è al termine, a breve si attende da parte della Procura il deposito dell’avviso di conclusione delle indagini.
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