Bar e locali, ripresa a settembre
di Mauro Piredda
Siniscola, gli esercenti: «Si era impreparati, puntiamo sul fatto che qui si sta bene anche in autunno»
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SINISCOLA. I bar sono certamente tra le attività più colpite dalle misure adottate in queste settimane di contenimento del coronavirus. Fondate come sono sull’incontro, sull’aggregazione sociale e sugli eventi, esse vivono il presente con una chiusura che non è accompagnata da grandi garanzie sul futuro. Se infatti la fase uno non è ancora terminata, si discute dello step successivo senza avere delle coordinate ben precise. Lo stesso dicasi delle strutture che oltre a tali servizi si preparavano ad una stagione turistica potenzialmente compromessa. Siniscola si presenta con quasi 25 chilometri di litorale e uno splendido territorio interno che è parte di una riserva di Biosfera riconosciuta recentemente dall’Unesco. Ma i punti interrogativi sono tanti. Strutture chiuse, dunque, ma con alcuni costi che continuano a gravare nelle tasche dei titolari. «Non abbiamo grandi garanzie – afferma Antonello Sotgia dell’art cafè siniscolese Gana ‘e Gortoe –: assistiamo a una valanga di informazioni da parte di virologi, alcune delle quali difformi tra loro; dai politici che devono prendere le decisioni non ci sentiamo rappresentati e qui in Sardegna il tutto è stato gestito male; la fase due che ci si propone non offre molti margini per poter lavorare bene tra orari ridotti e limitazione degli ingressi». Ci si aspetta un duro colpo alla stagione degli eventi culturali: «Qui abbiamo fatto tanta cultura – prosegue Sotgia – dalla letteratura al jazz, ma gli spettacoli dovranno essere ripensati». Anche a La Caletta si calcolano i costi dello stop: «Non è tanto la fase due il problema – spiega Davide Fais del pub bistrot La Colmena – ma la durata di questa». Fais, che con i suoi soci ha avviato l’attività nel 2010 (poco dopo l’esplosione della crisi finanziaria mondiale) e che nel tempo ha organizzato diversi eventi, dalla musica alle numerose mostre artistiche di tanti talenti locali e di fuori, non nasconde le difficoltà di chi ha dovuto sancire le restrizioni: «Sono stati fatti degli errori, ma lo possiamo dire ora, con il senno del poi». Stesso discorso da parte di Piero Carta, della struttura balneare El Barrio del mar nata dopo l’approvazione del piano di utilizzo dei litorali: «Se avessero chiuso tutto un mese prima a quest’ora saremmo in prossimità di una covid free zone, ma anche chi ha preso le decisioni si è trovato impreparato».
Gli eventi? «Noi li facciamo in inverno perché in estate è impossibile gestirli dato il numero di presenze in questo tratto di litorale». Sulle proposte emerse in questi giorni circa distanze in spiaggia e plexiglas ci si scherza su: «Ne abbiamo discusso ma sono impossibili. Piuttosto puntiamo sul fatto che qui si sta bene al mare anche a ottobre». E sui flussi del turismo è Fabio Coronas dell’agriturismo Punta Lizzu a ipotizzare qualche trend: «Stiamo registrando numerose disdette, è chiaro, ma molti le stanno spostando a settembre. Penso che questa tendenza si stabilizzerà nel prossimo futuro». Coronas, che in quanto imprenditore agricolo prosegue a lavorare sebbene l’agriturismo sia chiuso, non nasconde le preoccupazioni della fase due: «Ma occorre attrezzarci mentalmente partendo da un giusto utilizzo degli spazi».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Gli eventi? «Noi li facciamo in inverno perché in estate è impossibile gestirli dato il numero di presenze in questo tratto di litorale». Sulle proposte emerse in questi giorni circa distanze in spiaggia e plexiglas ci si scherza su: «Ne abbiamo discusso ma sono impossibili. Piuttosto puntiamo sul fatto che qui si sta bene al mare anche a ottobre». E sui flussi del turismo è Fabio Coronas dell’agriturismo Punta Lizzu a ipotizzare qualche trend: «Stiamo registrando numerose disdette, è chiaro, ma molti le stanno spostando a settembre. Penso che questa tendenza si stabilizzerà nel prossimo futuro». Coronas, che in quanto imprenditore agricolo prosegue a lavorare sebbene l’agriturismo sia chiuso, non nasconde le preoccupazioni della fase due: «Ma occorre attrezzarci mentalmente partendo da un giusto utilizzo degli spazi».
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