La Nuova Sardegna

Nuoro

Macomer, centro intermodale deserto

di Sandro Biccai
Macomer, centro intermodale deserto

Nella nuova stazione soltanto il gestore dello storico bar e pochissimi viaggiatori

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MACOMER. Parcheggio vuoto, sale d'attesa deserte ed assenza di passeggeri, sono segnali che parlano chiaro: nonostante le parziali riaperture, i trasporti pubblici nel centro Sardegna sono ancora molto lontani dal ritornare alla normalità. All'interno del centro intermodale di Macomer gli unici presenti sono Giacomo De Crecchio, titolare dello storico bar della stazione, e la moglie: «Da lunedì scorso c'è stato un aumento delle corse ma i viaggiatori continuano a tenersi lontani – osserva Giacomo De Crecchio –. Se nelle scorse settimane il numero dei passeggeri era mediamente nell'ordine dei quattro o cinque al giorno, ora siamo passati a venti, trenta. Sul crollo del traffico incide tantissimo la chiusura delle scuole superiori cittadine e delle università. Le persone in questo momento si spostano solo per urgenze indifferibili». Da lunedì il bar si è attrezzato per la vendita mediante asporto. I dati dei primi due giorni non sono stati esaltanti ma quanto meno lasciano intravedere un barlume di speranza per il futuro: « Stiamo parlando di una decina di clienti al giorno; meglio di niente, anche perché dobbiamo rimanere qui per mantenere aperta la struttura e controllare che tutto sia a posto» è la considerazione finale di De Crecchio.

Attraversata la piazza, a poche decine di metri, l'atmosfera nella stazione dei treni è pressoché analoga: sala d'attesa desolatamente vuota, biglietteria chiusa fino a nuove disposizioni e bar sprangato. All'esterno i bagni sono pulitissimi mentre una sola persona attende l'arrivo del treno regionale proveniente da Olbia e diretto a Cagliari. Si tratta di una studentessa universitaria macomerese, armata di maschera e guanti, che cerca di ingannare l'attesa leggendo sullo smarthphone le notizie del mattino: «Devo andare a Cagliari per alcune pratiche burocratiche che non posso più rinviare, e per recuperare libri e materiale didattico che a metà marzo avevo lasciato nel mio appartamento, non credendo che il blocco potesse durare così a lungo. Paura di viaggiare sul treno? Assolutamente no, anche perché penso che i mezzi vengano sanificati adeguatamente e che i viaggiatori siano, in ogni caso, pochissimi. Certo, una volta a Cagliari preferirei non utilizzare i mezzi pubblici. E credo proprio che eviterò di farlo». E, mentre parla, alla sua voce si sovrappone quella squillante dello speaker di Trenitalia che, per l'ennesima volta e a cadenza regolare, annuncia a viaggiatori fantasma la necessità di rispettare le disposizioni vigenti in tema di sicurezza. Ma per gli assembramenti bisognerà attendere ancora.

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