Cantieri sospesi, il Comune deve pagare
di Giulia Serra
Macomer, 19 lavoratori senza salario durante l’emergenza. Sette fanno causa e il giudice emette decreto ingiuntivo
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MACOMER. Da una parte c’è un cantiere sospeso, il mancato pagamento degli emolumenti e quell’inquadramento formale che identifica come occupato un lavoratore che in realtà non percepisce lo stipendio. Dall’altra c’è un ente pubblico che sceglie l’arroccamento su posizioni intransigenti, si arrovella nei distinguo interpretativi delle norme e attende pazientemente il pronunciamento di terzi. Al centro invece c’è l’emergenza da Covid-19, il blocco delle attività, i divieti stringenti, le drammatiche ripercussioni socio-economiche e la frattura scomposta che acuisce il divario tra chi ha e chi non ha. Ed è su questo terreno scivoloso che si muove la controversia che ha portato 7 cittadini macomeresi ad alzare la testa al cospetto di un meccanismo perverso che li ha lasciati senza paracadute. Erano partiti in 19, intenzionati a rappresentare al Comune di Macomer la situazione insostenibile dovuta alla decisione dell’ente di sospendere, insieme al cantiere, anche i pagamenti dei compensi. Alla fine 12 di loro hanno deciso di fare un passo indietro, revocando l’incarico affidato all’avvocato Riccardo Uda e dissociandosi dall’azione. Per chi ha scelto di procedere per le vie legali è arrivato il responso. Il giudice del lavoro del tribunale di Oristano ha accolto i ricorsi emettendo un decreto ingiuntivo con l’esecuzione provvisoria. Significa che il giudice ingiunge al Comune il pagamento del dovuto senza ulteriori dilazioni di tempo, riconoscendo che il credito vantato dai ricorrenti è necessario per soddisfare le basilari esigenze di vita. L’ente macomerese ha 40 giorni di tempo per opporsi. L’avvio del cantiere è del 7 febbraio. I lavoratori sono assunti a tempo determinato dal Comune per realizzare interventi di valorizzazione del patrimonio boschivo, così come previsto dalla legge regionale che finanzia i progetti. Il 18 marzo, nell’ambito delle disposizioni anti-Covid, l’amministrazione comunale ne sospende i lavori, che saranno poi riattivati il 4 maggio, e le spettanze.
Gli operai, assunti in base a requisiti che ne inquadrano lo stato di necessità, si ritrovano così, in piena emergenza Covid-19, privi di retribuzione. Lo status che li identifica è però quello di “occupato”, per cui si ritrovano esclusi dalla possibilità di accedere alle diverse misure di sostegno al reddito, pure a quelle eccezionali ed urgenti messe in campo per fronteggiare la situazione e sostenere le fasce più deboli della popolazione. Se già il 17 marzo il decreto Cura Italia aveva stabilito che, stante l’emergenza, le amministrazioni potevano esentare dal servizio il personale dipendente valutandolo però come servizio a tutti gli effetti, l’8 di aprile la Regione deliberò sulla specifica questione dei cantieri, autorizzando i soggetti pubblici a garantire la corresponsione degli emolumenti spettanti ai lavoratori impiegati nei cantieri e nelle attività socialmente utili. Il Comune di Macomer ha però ritenuto che i cantieri oggetto del contenzioso non rientrassero tra quelli individuati dalla delibera regionale, in quanto la loro finalità principale sarebbe la valorizzazione del patrimonio boschivo e non l’occupazione di soggetti svantaggiati, e che non si possano quindi pagare prestazioni lavorative non effettuate. Per fugare i dubbi interpretativi il Comune si rivolge alla Regione, chiedendo di esprimersi nel merito. Da Cagliari però non è ancora giunta alcuna risposta. Nel frattempo invece è arrivata l’ingiunzione del giudice del lavoro, che impone al Comune di pagare il dovuto. L’assessore comunale Mariano Cadoni, rivendicando la correttezza della posizione assunta dall’ente, ha anticipato l’intenzione di impugnare l’atto: «Abbiamo interpellato un legale e stiamo valutando se vi sono le condizioni per opporsi all’ingiunzione».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Gli operai, assunti in base a requisiti che ne inquadrano lo stato di necessità, si ritrovano così, in piena emergenza Covid-19, privi di retribuzione. Lo status che li identifica è però quello di “occupato”, per cui si ritrovano esclusi dalla possibilità di accedere alle diverse misure di sostegno al reddito, pure a quelle eccezionali ed urgenti messe in campo per fronteggiare la situazione e sostenere le fasce più deboli della popolazione. Se già il 17 marzo il decreto Cura Italia aveva stabilito che, stante l’emergenza, le amministrazioni potevano esentare dal servizio il personale dipendente valutandolo però come servizio a tutti gli effetti, l’8 di aprile la Regione deliberò sulla specifica questione dei cantieri, autorizzando i soggetti pubblici a garantire la corresponsione degli emolumenti spettanti ai lavoratori impiegati nei cantieri e nelle attività socialmente utili. Il Comune di Macomer ha però ritenuto che i cantieri oggetto del contenzioso non rientrassero tra quelli individuati dalla delibera regionale, in quanto la loro finalità principale sarebbe la valorizzazione del patrimonio boschivo e non l’occupazione di soggetti svantaggiati, e che non si possano quindi pagare prestazioni lavorative non effettuate. Per fugare i dubbi interpretativi il Comune si rivolge alla Regione, chiedendo di esprimersi nel merito. Da Cagliari però non è ancora giunta alcuna risposta. Nel frattempo invece è arrivata l’ingiunzione del giudice del lavoro, che impone al Comune di pagare il dovuto. L’assessore comunale Mariano Cadoni, rivendicando la correttezza della posizione assunta dall’ente, ha anticipato l’intenzione di impugnare l’atto: «Abbiamo interpellato un legale e stiamo valutando se vi sono le condizioni per opporsi all’ingiunzione».
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