La Nuova Sardegna

Nuoro

Idraulico ferito, in cella il cognato

di Simonetta Selloni
Idraulico ferito, in cella il cognato

In una collutazione Pietro Murru avrebbe sparato a Guido Busio, che ha fornito una versione fumosa

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GAVOI. Un uomo è in carcere dalla serata di giovedì con l’accusa di aver ferito, con un colpo di pistola, l’idraulico Guido Busia di 51 anni. La persona sottoposta a fermo è il cognato, Pietro Murru, fratello della compagna di Busia, stessa età del ferito. Murru gestisce un avviato ristorante-discoteca a Gavoi ed è molto noto nel paese, così come Busia. Lo hanno arrestato gli agenti della Squadra mobile della questura di Nuoro assieme ai colleghi del commissariato di Gavoi, giovedì sera. Al momento del fermo, aveva con sé due pistole, una calibro 7,65 con la matricola cancellata dalla quale sarebbe partito il colpo che ha ferito Busia, e una calibro 20. Non poteva avere né l’una né l’altra, e infatti, oltre all’accusa di lesioni, è indagato anche per detenzione di arma clandestina e ricettazione. Avrebbe già dato una sua versione dei fatti agli inquirenti, che stanno cercando di ricostruire le circostanze ancora non del tutto chiare in cui è maturato l’episodio.

Busia comunque non è grave: guarirà in un mese di cure, è stato dimesso mercoledì notte. Una cosa però è stata acclarata: la lite culminata con l’esplosione del colpo di pistola non si è verificata nel campeggio comunale di Gavoi, ma a Ponte Aratu, fuori dal paese, lungo la Statale 128. Il campeggi comunale, dato di recente in affidamento a una nipote di Busia, non ha nulla a che fare con questa storia, e Guido Busia non ci ha mai lavorato, come erroneamente riportato nel giornale di ieri.

La dinamica dei fatti è ancora da chiarire. Da una parte c’è la ricostruzione offerta dall’idraulico, apparsa confusa e frammentaria. Dall’altra quella di Murru, che avrebbe raccontato di un appuntamento con il cognato per appianare non meglio precisate divergenze. Appuntamento a Ponte Aratu: la discussione sarebbe degenerato in un diverbio e quindi precipitata in una collutazione, nel corso della quale sarebbe partito accidentalmente il colpo che ha poi ferito Guido Busia. A quel punto Pietro Murru lo avrebbe soccorso e portato fino a Nuoro, per lasciarlo vicino all’ospedale, circostanza verificata anche grazie al sistema di videosorveglianza attorno al San Francesco. Sarebbe poi rientrato a Gavoi, dove gli agenti lo hanno rintracciato.

Fin qui il suo racconto. Dall’altra parte, la ricostruzione fatta da Guido Busia. La polizia è stata avvisata del suo ferimento da Pronto soccorso. Al capo della Squadra mobile Silvio Esposito e al sostituto procuratore Riccardo Belfiori, titolare dell’inchiesta, l’uomo avrebbe raccontato di essersi trovato a spasso per i boschi vicino alla strada, dove due uomini sconosciuti lo avrebbero aggredito e legato, per poi sparargli ai piedi. Infine, lo avrebbero trasportato all’ospedale di Nuoro.

Inevitabilmente queste dichiarazioni stridono con quelle di Murru, che, assistito dall’avvocato Gianluca Sedda, ha già reso delle ammissioni. Bisognerà capire da cosa sia nata la discussione, e se davvero il colpo sia partito accidentalmente, come indicherebbe Murru che comunque dovrà dare anche qualche spiegazione sulla provenienza delle armi e sul perché, ammesso che le avesse entrambe lui, si sia presentato armato ad un incontro chiarificatore con il cognato.

Ieri gli uomini del commissariato e della Squadra mobile hanno lavorato sugli elementi forniti da Busia e Murru. È stato fatto un sopralluogo nel punto in cui sarebbe avvenuta la lite con il ferimento, mentre stamane alle 9.30 si svolgerà l’udienza di convalida dal Gip.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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