I 100 anni di Iolanda, tra affetti e filet

La nuova centenaria festeggiata dalla famiglie e dagli amici

BOSA. La città fluviale festeggia i cento anni di nonna Iolanda Pilu. Ieri, nell’appartamento dove vive con la figlia Bonacattu e il genero Marco da più di un decennio, nel rione di Santa Caterina, è stata una giornata di festa, scandita da tante telefonate, visite e auguri per questa donna che ha visto l’alba della vita il 4 giugno del 1920 a Bosa. «La sua è stata una vita di sacrifici per crescere la famiglia, ha sempre lottato con grande forza malgrado la salute cagionevole» racconta la figlia Bonacattu, che la accudisce da tempo. «Proviene da una famiglia numerosa dove per lungo tempo si è occupata dei tanti fratelli. Nel 1960 si è sposata con Paolino Sardara, che purtroppo è mancato nel 2004». Un duro colpo la morte del marito, che lentamente Iolanda Pilu riesce a superare grazie all’affetto che la circonda e a una grande passione. «Mia suocera ha lavorato il filet di Bosa fino a qualche anno fa, realizzando de merletti che sono delle vere e proprie opere d’arte» sottolinea con orgoglio il genero Marco Farina. Nonna Iolanda, malgrado qualche difficoltà dovuta al passare degli anni, apre il libro dei ricordi giovanili, quando «Insieme ai miei fratelli si andava a Marrargiu, per la trebbiatura del grano. Erano tempi difficili, bisognava darsi da fare e la vita era molto faticosa» racconta. A celebrare il secolo di vita di nonna Iolanda i figli, i parenti e gli amici di famiglia, che ieri le hanno voluto dimostrare ancora una volta con grande calore tutto il loro affetto. Una festa a cui certamente si unisce quello della intera città, che da ieri annovera un nuovo centenario tra le fila dei suoi abitanti.



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