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Nuoro

A Jerzu il Comune studia la scuola del futuro

di Claudia Carta
A Jerzu il Comune studia la scuola del futuro

Il primo cittadino Lai parla del progetto per il nuovo edificio che consentirà di ospitare 300 alunni

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JERZU. La scuola del terzo millennio si farà. Partito venerdì scorso il concorso di progettazione per la riqualificazione dell’edificio scolastico e delle aree circostanti, ci sarà tempo fino al 25 settembre per la presentazione dello studio di fattibilità. Dopo l’espletamento di tutti i passaggi burocratici, già a Natale 2021 potrebbe esserci l’affidamento dei lavori programmati in due anni, con il primo studente a entrare nella “scuola del futuro” nell’anno scolastico 2024/2025: «Ci metterei la firma – sostiene il primo cittadino, Carlo Lai – significherebbe avere una pubblica amministrazione che veramente funziona». Edifici e area di intervento si localizzano tra la via Antonio Melis e il Corso Umberto, direttrici di elevata importanza per il centro abitato, con la prima a consentire il rapido collegamento con Ulassai, Osini, Gairo e Perdasdefogu. 3500 metri quadri per ospitare oltre 300 alunni.

Arredi e ambienti didattici studiati e ripensati; accoglienza per bambini di scuole elementari e medie nell’area “agorà”, sala lettura/biblioteca, laboratori, auditorium, mensa e palestra. Immancabili le aree verdi di pertinenza con la sistemazione degli spazi esterni. Piano finanziario imponente: 5 milioni e 432mila euro. Sono 4 i milioni che arriveranno dalle casse della Regione, mentre 894mila euro sarà la quota di cofinanziamento a carico del Comune. Ben 538mila euro arriveranno dal Gse, il gestore dei servizi energetici, come incentivo sia per la riqualificazione energetica. Iter complesso e contorto quello legato al progetto Iscol@ che aveva assegnato a Jerzu i 4 milioni di euro quando il palazzo di via Vittorio Emanuele ospitava la precedente amministrazione. Progettazione che aveva suscitato alcune riserve da parte dell’Unità di progetto regionale e che, successivamente, la giunta Lai, subentrata nel giugno 2018, aveva deciso di non portare avanti: «È stata la decisione più sofferta che ho dovuto prendere in due anni – ha sottolineato il sindaco – ci siamo presi un rischio, per il bene della comunità, ma pensiamo di aver imboccato la strada giusta». Lavoro e scuola al primo posto: «Credo che l’infrastrutturazione nel suo complesso – prosegue Lai – ma ancor più quella scolastica, sia la chiave di volta per generare economia e lasciare qualcosa di fondamentale, specie in un momento così complesso come quello attuale». E sulla ripartenza dell’anno scolastico a settembre aggiunge: «Farò qualsiasi sforzo per scongiurare quella che secondo me è una iattura: una situazione mista fra didattica a distanza e didattica in presenza».

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