Una Rete contro lo spopolamento

Riunisce 25 associazioni di tutta l’isola. Il portavoce: «Un’occasione di crescita»

MACOMER. L'obiettivo è sicuramente ambizioso: contrastare lo spopolamento, difendere i paesi delle zone interne e contribuire ad una nuova rinascita, capace di creare sviluppo e benessere attraverso una proposta di cambiamento radicale basata su una mobilitazione ampia ed unitaria che parta dal basso. Sono 25 le associazioni di tutta l'isola che si sono mobilitate e messe insieme nella “Rete delle associazioni- comunità per lo sviluppo” per approfondire temi, condividere proposte e fungere da pungolo per classe dirigente, istituzioni isolane, mondo accademico, sistema imprenditoriale, mondo della cultura. «L'idea di fondo – dice Fausto Mura, portavoce della Rete – è rompere con schemi e metodi ormai sconfitti dai fatti ed intraprendere la stagione del coraggio capace di incentivare e stimolare la creatività, di attrarre investimenti, di aprirsi al mondo e alle speranze dei giovani, in un’ottica di riequilibrio territoriale, di sostenibilità sociale, ambientale ed economica e quindi di crescita e benessere diffusi».

Le 25 Associazioni ritengono fondamentale adottare un piano per sostenere le aree interne attraverso investimenti straordinari per servizi e infrastrutture di base innovativi, a partire dalle tecnologie digitali. Tre, in particolare, le questioni considerate prioritarie ed indifferibili: l’accesso a efficienti e moderni servizi sanitari in condizioni di parità per tutti i sardi; un sistema formativo e di istruzione che anche nelle aree interne assicuri presenza e qualità, sperimentando un nuovo rapporto tra territori, università e mondo della ricerca; il diritto alla mobilità, per le persone e per le merci, con un piano regionale dei trasporti che affronti i nodi della continuità territoriale esterna ed interna dell'isola.

«Territori e comunità locali dispongono in Sardegna di grandi potenzialità – osserva ancora Mura – ma occorre esaltare le peculiarità e specialità che, nel contesto del mercato globale, rendono uniche e distinguibili le nostre produzioni. Le notevoli risorse finanziarie che l’Unione Europea renderà disponibili per far fronte alla crisi globale post emergenza sanitaria, e per la nuova programmazione dei Fondi strutturali 2021/2027, rappresentano un’ occasione anche per la Sardegna e rendono possibile realizzare politiche di riforma, di innovazione e di crescita diffusa ed equilibrata». In questa ottica si guarda con favore al fatto che «dopo l’emergenza sanitaria Covid-19 si sia riaperto, anche in termini nuovi e positivi, il dibattito nazionale sul ruolo e sulle potenzialità dei borghi e delle piccole comunità; così come è importante l'iniziativa della sezione sarda dell’Associazione nazionale comuni, che ha avanzato una proposta di legge a tutela dei paesi e delle aree interne».

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