A Cala Luna al costo di un caffè
di Paolo Merlini
Dorgali, 5 euro il ticket andata e ritorno: è l’effetto della concorrenza tra motonavi ai tempi del Covid
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INVIATO A CALA GONONE. Saldi di stagione ai tempi del Covid: ora si va a Cala Luna al costo di un panino e di una bibita, o di un caffè se fosse possibile fare solo l’andata. Cinque euro, appena quattro in qualche caso, è il costo del passaggio andata e ritorno in motonave per quella che un tempo era la cala regina della costa. Accadeva negli anni appena successivi al film “Travolti da un insolito destino...” di Lina Wertmüller, che regalò alla spiaggia un palcoscenico internazionale. Cala Sisine, più a sud, selvaggia e appartata, era l’erede al trono, le cale seguenti (Biriala, Mariolu, dei Gabbiani, Goloritzè) meta privilegiata dei pochi che vi si avventuravano con la propria barca o i primi gommoni a noleggio.
Cala Mariolu ancora vietata. Oggi queste cale sono le più ambite, le regine di una volta vengono snobbate o quasi, e Mariolu è stabilmente in cima alla classifica del gradimento. L’ordinanza del sindaco di Baunei che ne vieta l’accesso «dal mare e da terra» lascia perciò perplessi i turisti venuti sin qui per visitarla, pur soltanto per le due ore imposte dalla stessa amministrazione ogliastrina (non ci sono servizi igienici, è la motivazione). Perplessi e amareggiati anche i proprietari dei “barconi” e i noleggiatori di gommoni, che pure hanno ottenuto dalla Regione l’autorizzazione per un corridoio in mare per raggiungere la riva: le boe sono state installate, tutti e non solo gli operatori turistici potrebbero utilizzarlo, ma sinora nessuno è arrivato sino alla battigia, nonostante abbia il pieno diritto di farlo, ordinanza del sindaco Corrias o meno. «È evidente che questa situazione ci danneggia – dice Gian Franco Nieddu, presidente del Consorzio trasporti marittimi di Cala Gonone –. Polemiche a parte, l’auspicio è che si torni al più presto alla normalità, soprattutto in un momento di crisi come l’attuale».
«Non c’è nessuna guerra tra comuni, ma sarebbe il caso che ci si mettesse d’accordo una volta per tutte», dice un veterano di questo mare, Claudio Sorrenti. Era lui nel 1974 ad accompagnare a Cala Luna Wertmüller, Giancarlo Giannini e Mariangela Melato per le riprese del film. «Questi 40 chilometri di costa hanno un mare tra i più belli del mondo – dice senza mezze misure – vedere che raggiungere una delle cale costa poco più che un caffè mi rattrista profondamente. Vorrei che si trovasse un’intesa per una gestione comune, che valorizzi il territorio adeguatamente». Già, ma quale? I rapporti tra le amministrazioni di Baunei e Dorgali sembrano tornati indietro di trent’anni, alle prime dispute sulla “proprietà” di Cala Luna. «La soluzione c’è – dice Claudio Sorrenti –, e si chiama area marina protetta».
Avanti senza Baunei. La pensa così anche la sindaca di Dorgali, Itria Fancello, che appena qualche giorno fa ha convocato un’assemblea con tutti gli operatori turistici. Non vuole entrare nel merito delle polemiche su cala Mariolu («non discuto di questioni che riguardano il territorio di altri comuni»), ma dice la sua sull’area marina protetta, un progetto nato alcuni anni fa proprio a Dorgali, su iniziativa dell’allora sindaco Angelo Carta, che avrebbe dovuto coinvolgere i comuni di Baunei e Orosei. Quest’ultimo ha accettato con entusiasmo, il primo non vuole neppure sentirne parlare. E così, mentre il ministero dell’ambiente sta lavorando attivamente alla cosiddetta zonizzazione, l’area marina protetta del Golfo di Orosei nasce dimezzata, priva della costa da Cala Luna sino a Capo Monte Santo. «Una scelta discutibile – dice Fancello – perché i benefici sarebbero ben superiori ai vincoli. Comunque noi e Orosei andremo avanti».
Critico l’ex sindaco Zucca. Lasciato da parte il parco nazionale istituito nel 1998 dal presidente della Repubblica e rimasto lettera morta, l’area marina protetta sembra la soluzione che potrebbe accontentare tutti (l’esempio più citato positivamente è l’a.m.p. di Tavolara diretta da Augusto Navone); magari persino uno storico oppositore come l’ex sindaco di Baunei Pasquale Zucca, che il parco nazionale ha cominciato a osteggiarlo dal 1969, quando era alla guida del circolo culturale giovanile del paese e l’editore Giangiacomo Feltrinelli partecipava alle assemblee di questi studenti e pastori ribelli, e ne pubblicava gli opuscoli. «La guerra con Dorgali? Un’invenzione del sindaco. Danneggia i baunesi per primi», dice Zucca. Segno che in paese non tutti la pensano come Salvatore Corrias, che proprio nei giorni scorsi è stato vivacemente contestato in consiglio comunale da un gruppo di cittadini.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Cala Mariolu ancora vietata. Oggi queste cale sono le più ambite, le regine di una volta vengono snobbate o quasi, e Mariolu è stabilmente in cima alla classifica del gradimento. L’ordinanza del sindaco di Baunei che ne vieta l’accesso «dal mare e da terra» lascia perciò perplessi i turisti venuti sin qui per visitarla, pur soltanto per le due ore imposte dalla stessa amministrazione ogliastrina (non ci sono servizi igienici, è la motivazione). Perplessi e amareggiati anche i proprietari dei “barconi” e i noleggiatori di gommoni, che pure hanno ottenuto dalla Regione l’autorizzazione per un corridoio in mare per raggiungere la riva: le boe sono state installate, tutti e non solo gli operatori turistici potrebbero utilizzarlo, ma sinora nessuno è arrivato sino alla battigia, nonostante abbia il pieno diritto di farlo, ordinanza del sindaco Corrias o meno. «È evidente che questa situazione ci danneggia – dice Gian Franco Nieddu, presidente del Consorzio trasporti marittimi di Cala Gonone –. Polemiche a parte, l’auspicio è che si torni al più presto alla normalità, soprattutto in un momento di crisi come l’attuale».
«Non c’è nessuna guerra tra comuni, ma sarebbe il caso che ci si mettesse d’accordo una volta per tutte», dice un veterano di questo mare, Claudio Sorrenti. Era lui nel 1974 ad accompagnare a Cala Luna Wertmüller, Giancarlo Giannini e Mariangela Melato per le riprese del film. «Questi 40 chilometri di costa hanno un mare tra i più belli del mondo – dice senza mezze misure – vedere che raggiungere una delle cale costa poco più che un caffè mi rattrista profondamente. Vorrei che si trovasse un’intesa per una gestione comune, che valorizzi il territorio adeguatamente». Già, ma quale? I rapporti tra le amministrazioni di Baunei e Dorgali sembrano tornati indietro di trent’anni, alle prime dispute sulla “proprietà” di Cala Luna. «La soluzione c’è – dice Claudio Sorrenti –, e si chiama area marina protetta».
Avanti senza Baunei. La pensa così anche la sindaca di Dorgali, Itria Fancello, che appena qualche giorno fa ha convocato un’assemblea con tutti gli operatori turistici. Non vuole entrare nel merito delle polemiche su cala Mariolu («non discuto di questioni che riguardano il territorio di altri comuni»), ma dice la sua sull’area marina protetta, un progetto nato alcuni anni fa proprio a Dorgali, su iniziativa dell’allora sindaco Angelo Carta, che avrebbe dovuto coinvolgere i comuni di Baunei e Orosei. Quest’ultimo ha accettato con entusiasmo, il primo non vuole neppure sentirne parlare. E così, mentre il ministero dell’ambiente sta lavorando attivamente alla cosiddetta zonizzazione, l’area marina protetta del Golfo di Orosei nasce dimezzata, priva della costa da Cala Luna sino a Capo Monte Santo. «Una scelta discutibile – dice Fancello – perché i benefici sarebbero ben superiori ai vincoli. Comunque noi e Orosei andremo avanti».
Critico l’ex sindaco Zucca. Lasciato da parte il parco nazionale istituito nel 1998 dal presidente della Repubblica e rimasto lettera morta, l’area marina protetta sembra la soluzione che potrebbe accontentare tutti (l’esempio più citato positivamente è l’a.m.p. di Tavolara diretta da Augusto Navone); magari persino uno storico oppositore come l’ex sindaco di Baunei Pasquale Zucca, che il parco nazionale ha cominciato a osteggiarlo dal 1969, quando era alla guida del circolo culturale giovanile del paese e l’editore Giangiacomo Feltrinelli partecipava alle assemblee di questi studenti e pastori ribelli, e ne pubblicava gli opuscoli. «La guerra con Dorgali? Un’invenzione del sindaco. Danneggia i baunesi per primi», dice Zucca. Segno che in paese non tutti la pensano come Salvatore Corrias, che proprio nei giorni scorsi è stato vivacemente contestato in consiglio comunale da un gruppo di cittadini.
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