Vertenza È comune sospesa l’agitazione
di Simonetta Selloni
Dopo il tavolo di raffreddamento convocato in Prefettura I sindacati chiedono il passaggio al full time di 18 lavoratori
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NUORO. Stato di agitazione sospeso, in attesa dell’incontro già convocato per il 3 agosto. I rappresentanti sindacali dei lavoratori di È Comune srl, la partecipata dell’amministrazione locale che gestisce la raccolta dei rifiuti, hanno bloccato il sit-in in programma per oggi davanti al Municipio. La protesta è legata al fatto che 18 lavoratori assunti il primo gennaio 2019 (contestualmente alla nascita della partecipata) con un contratto a tempo determinato, sono stati ricollocati a tempo indeterminato ma con un orario ridotto all’83 per cento. I sindacati chiedono quindi che l’inquadramento avvenga full time. Ieri in prefettura si è svolto il cosiddetto “tavolo di raffreddamento”, al termine del quale i rappresentanti di Fp Cgil, Fit Cisl e Cisal Arghittu, Sedda e Carroni, hanno preso atto della disponibilità a “ritrovare una condizione di relazione e partecipazione”.
All’incontro era presente l’amministratore unico di È Comune, Francesco Serra. La società, e l’amministrazione, attraverso l’assessora all’Igiene urbana Rachele Piras, hanno manifestato la volontà di verificare la proponibilità di una soluzione che deve tener conto del consuntivo e quindi elaborare una revisionale per la valutazione delle risorse. Il percorso è verso quell’obeittivo, ma non si può non tener conto dei vincoli assunzionali che ha la partecipata, identici a quelli dell’ente pubblico.
Lunedì l’amministratore Serra sarà sentito in audizione dal Consiglio comunale. Attualmente, la società ha complessivamente ottanta lavoratori di cui 21 a tempo determinato, oltre che i 18 part-time. Nei giorni scorsi È Comune ha chiuso il primo bilancio con un utile di 428mila euro, che, al netto delle imposte, risulta di 360mila euro, con un incremento dei flussi finanziari che hanno finora evitato il ricorso all’indebitamento bancario. Tra le operazioni che dovranno essere compiute a breve, c’è l’acquisto dei mezzi (attualmente in affitto). La chiusura dell’esercizio con un utile di 360mila euro si tradurrà per l’utenza in un considerevole abbattimento del ruolo della Tari, perché il 60 per cento dell’utile deve essere destinato a questo scopo. L’obiettivo per la raccolta è attestarsi all’80 per cento: nei primi sei mesi del 2020 il dato è del 77 per cento.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
All’incontro era presente l’amministratore unico di È Comune, Francesco Serra. La società, e l’amministrazione, attraverso l’assessora all’Igiene urbana Rachele Piras, hanno manifestato la volontà di verificare la proponibilità di una soluzione che deve tener conto del consuntivo e quindi elaborare una revisionale per la valutazione delle risorse. Il percorso è verso quell’obeittivo, ma non si può non tener conto dei vincoli assunzionali che ha la partecipata, identici a quelli dell’ente pubblico.
Lunedì l’amministratore Serra sarà sentito in audizione dal Consiglio comunale. Attualmente, la società ha complessivamente ottanta lavoratori di cui 21 a tempo determinato, oltre che i 18 part-time. Nei giorni scorsi È Comune ha chiuso il primo bilancio con un utile di 428mila euro, che, al netto delle imposte, risulta di 360mila euro, con un incremento dei flussi finanziari che hanno finora evitato il ricorso all’indebitamento bancario. Tra le operazioni che dovranno essere compiute a breve, c’è l’acquisto dei mezzi (attualmente in affitto). La chiusura dell’esercizio con un utile di 360mila euro si tradurrà per l’utenza in un considerevole abbattimento del ruolo della Tari, perché il 60 per cento dell’utile deve essere destinato a questo scopo. L’obiettivo per la raccolta è attestarsi all’80 per cento: nei primi sei mesi del 2020 il dato è del 77 per cento.
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