Bosa, la diga al vaglio del ministero

Prosegue il complesso iter burocratico per l’adeguamento di Monte Crispu

BOSA. Prosegue l’iter del complesso progetto che prevede i lavori di adeguamento della diga di Monte Crispu, lo sbarramento sul corso del Temo a circa otto chilometri dal centro abitato, in vista delle future operazioni di collaudo del manufatto. Nei giorni scorsi sul sito del ministero dell’Ambiente è comparso l’avviso sulla procedura per la valutazione preliminare, presentato dall’Ente acque della Sardegna. Un altro passo in avanti insomma nella lunga e travagliata storia di questa diga, progettata negli anni ‘50 per laminare le piene del Temo, finita di costruire nei primi anni ‘70, ma ancora oggi non collaudata.

Dodici le pratiche sulla documentazione tecnica depositata, tra cui il parere positivo dell’assessorato regionale alla difesa dell’ambiente. Che contiene alcune prescrizioni, considerato che la diga si trova in zona Sic. Cioè che nelle attività di sistemazione della viabilità per accedere al futuro cantiere non è consentito rimuovere o danneggiare la vegetazione esistente ed inoltre che le aree di cantiere dovranno essere ubicate tra quelle già prive di vegetazione.

Corposo l’elenco delle opere che si intende realizzare, si legge nella Relazione generale del progetto definitivo, allegato alla pratica presentata al Ministero. Per un intervento finanziato nell’ambito del Piano operativo del Fondo di sviluppo e coesione, sancito da una delibera Cipe del 10 agosto 2016, per un importo complessivo di 9.200.000 euro. Fondi questi che, se arriverà disco verde da Roma, potranno essere spesi per realizzare gli interventi ritenuto prioritari e «consentire l’avvio degli invasi sperimentali propedeutici al collaudo della diga».

Tra queste il ripristino della tenuta dei giunti strutturali, l’allontanamento dei sedimenti presenti all’ingresso dello scarico di fondo e alleggerimento, l’impermeabilizzazione delle camere di manovra delle paratoie degli scarichi di fondo e di alleggerimento e della galleria di collegamento, il ripristino della tenuta idraulica dell’avandiga, l’interramento della galleria di collegamento tra le camere di manovra e le paratoie, la sistemazione del coronamento e della passerella che si trova trova sopra lo sfioratore di superficie, l’acquisto di un sistema di monitoraggio hardware e software e dei modelli matematici per il controllo dello sbarramento. Dai sopralluoghi effettuati dai tecnici a Monte Crispu però sono emerse anche altre necessità, che dovranno evidentemente rientrare in un ulteriore progetto futuro.

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