Istituti in sicurezza: si riparte
di Kety Sanna
Da oggi corsi di recupero in presenza al liceo “Asproni”. Il dirigente: «Sarà un inizio particolare»
3 MINUTI DI LETTURA
NUORO. «Abbiamo lavorato per essere nelle condizioni di accogliere i nostri ragazzi. Inizieremo con i corsi di recupero in presenza e ci prepareremo alla vera ripresa». Antonio Fadda, dirigente scolastico del liceo classico “Asproni” non nega che sarà un inizio di anno scolastico particolare, anche se in totale sicurezza. Oggi si parte con i corsi di recupero e si sperimenteranno già le misure anti Covid in classe e negli ambienti scolastici, con mascherina obbligatorio nei luoghi di passaggio e banchi a distanza di un metro. Così, con un numero di studenti ridotto, in questi giorni sarà possibile verificare le misure di sicurezza e abituare i ragazzi a rispettarle. Una ripresa tanto attesa da tutti, soprattutto dagli studenti che nel periodo di lockdown hanno manifestato l’estremo bisogno di relazionarsi. E proprio per rispondere a questo loro bisogno le scuole cittadine di ogni ordine e grado, hanno lavorato sodo in questo periodo per mettere in campo tutte le misure richieste dai protocolli di sicurezza per la ripresa delle lezioni. «L’istituto di via Dante – continua Fadda – così come la succursale di via Asiago riescono ad ospitare tutti gli studenti garantendo senza problemi il distanziamento. Resta comunque l’incertezza e la paura legata alla situazione che stiamo vivendo. Per ovvie ragioni siamo condizionati dall’andamento dei contagi».
Il preside, inoltre, pensa al 45% dei suoi allievi che arrivano dai paesi dell’hinterland. È ancora in attesa di disposizioni per capire in che modo andare incontro alle loro esigenze visti gli spostamenti quotidiani che dovranno affrontare da casa a scuola (e viceversa).
Come all’Asproni anche all’istituto per Geometri e al Liceo artistico di viale Costituzione, gli ampi spazi hanno permesso di garantire senza problemi il distanziamento di un metro tra gli studenti e il personale docente, predisponendo anche punti di accesso diversificati con orari scaglionati. «Nella nostra scuola – dice Silvia Meloni, dirigente del Ciusa – abbiamo dato vita a un protocollo per la formazione degli insegnanti e, a seguire, degli alunni per l’avvio della didattica in presenza. Certo – aggiunge – in questa situazione particolare la disponibilità degli spazi, che in passato poteva rappresentare un problema, si è rivelata positiva. Basti pensare che non è stato necessario alcun tipo di lavoro. Stiamo partendo in serenità, ma molto dipenderà da noi se saremo prudenti e rispettosi delle disposizioni. Inizieremo in modo graduale per permettere agli studenti di riconquistare gli spazi a lungo lasciati e riassaporare il bisogno di stare in classe». Stesso discorso per i 540 alunni dell’Istituto tecnico di via Toscana che ospita un corso diurno e uno serale. «Anche noi abbiamo creato un protocollo anti Covid – dice il dirigente Giuseppe Carta – per l’utilizzo di ingressi differenti e il rispetto delle regole soprattutto negli spazi comuni. Per i pendolari stiamo valutando la flessibilità d’ingresso e di uscita per metterli nelle condizioni di poter frequentare regolarmente». Intanto il collegio dei docenti dell’Iis “Volta” ha proposto varie opzioni per affrontare al meglio il nuovo anno scolastico ormai alle porte. «Per evitare gli assembramenti in entrata e in uscita – spiega il preside Bruno Sanna – si sta valutando la possibilità di svolgere tre quarti delle lezioni in presenza e un quanto a distanza. Su 32 ore di lezione, 24 andrebbero fatte a scuola e 8 in videoconferenza. C’è chi ha anche proposto l’orario ridotto. La sicurezza all’interno, comunque, è garantita. Mancano poche cose ancora e potremo ripartire senza problemi in tutti e tre i plessi».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Il preside, inoltre, pensa al 45% dei suoi allievi che arrivano dai paesi dell’hinterland. È ancora in attesa di disposizioni per capire in che modo andare incontro alle loro esigenze visti gli spostamenti quotidiani che dovranno affrontare da casa a scuola (e viceversa).
Come all’Asproni anche all’istituto per Geometri e al Liceo artistico di viale Costituzione, gli ampi spazi hanno permesso di garantire senza problemi il distanziamento di un metro tra gli studenti e il personale docente, predisponendo anche punti di accesso diversificati con orari scaglionati. «Nella nostra scuola – dice Silvia Meloni, dirigente del Ciusa – abbiamo dato vita a un protocollo per la formazione degli insegnanti e, a seguire, degli alunni per l’avvio della didattica in presenza. Certo – aggiunge – in questa situazione particolare la disponibilità degli spazi, che in passato poteva rappresentare un problema, si è rivelata positiva. Basti pensare che non è stato necessario alcun tipo di lavoro. Stiamo partendo in serenità, ma molto dipenderà da noi se saremo prudenti e rispettosi delle disposizioni. Inizieremo in modo graduale per permettere agli studenti di riconquistare gli spazi a lungo lasciati e riassaporare il bisogno di stare in classe». Stesso discorso per i 540 alunni dell’Istituto tecnico di via Toscana che ospita un corso diurno e uno serale. «Anche noi abbiamo creato un protocollo anti Covid – dice il dirigente Giuseppe Carta – per l’utilizzo di ingressi differenti e il rispetto delle regole soprattutto negli spazi comuni. Per i pendolari stiamo valutando la flessibilità d’ingresso e di uscita per metterli nelle condizioni di poter frequentare regolarmente». Intanto il collegio dei docenti dell’Iis “Volta” ha proposto varie opzioni per affrontare al meglio il nuovo anno scolastico ormai alle porte. «Per evitare gli assembramenti in entrata e in uscita – spiega il preside Bruno Sanna – si sta valutando la possibilità di svolgere tre quarti delle lezioni in presenza e un quanto a distanza. Su 32 ore di lezione, 24 andrebbero fatte a scuola e 8 in videoconferenza. C’è chi ha anche proposto l’orario ridotto. La sicurezza all’interno, comunque, è garantita. Mancano poche cose ancora e potremo ripartire senza problemi in tutti e tre i plessi».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
