Rifiuti extra a Coronas Bentosas

Bolotana, un piano per tentare il raddoppio con l’aumento delle volumetrie della discarica

BOLOTANA. Dell’inchiesta giudiziaria aperta dopo l’incendio che nel luglio del 2017 interessò le vasca n. 3 dell'impianto si sono perse le tracce, ma nel frattempo il nastro della storia, o meglio quello del mercato dei rifiuti, continua a girare. Nella piana del disastro industriale di Ottana e Bolotana, immobile solo in apparenza, si addensano movimenti che delineano gli scenari del prossimo futuro. Tra questi c’è il progetto per raddoppiare le volumetrie di Coronas Bentosas, la discarica di proprietà della famiglia Cancellu autorizzata allo smaltimento di rifiuti speciali, tra i quali l’amianto, che opera nel territorio di Bolotana. Nonostante in questi anni la cifra stilistica dell’attività sia stata contrassegnata dalle numerose diffide per il mancato rispetto delle prescrizioni dell'autorizzazione integrata ambientale, il quadro prospettato ora nel progetto di ampliamento della società Barbagia Ambiente al Servizio di valutazione ambientale appare, almeno per i proponenti, piuttosto roseo. Una narrazione che descrive una discarica talmente priva di criticità da non aver bisogno neppure dell’impianto antincendio, che infatti non c’è: la possibilità che si scatenino le fiamme all’interno dei vasconi è bollata nelle relazioni come un “evento improbabile”, pur essendosi in realtà verificata 3 anni fa. Nel voluminoso plico, protocollato il 2 dicembre del 2019 per avviare la procedura di Via, sono contenuti tutti gli elementi che costituiscono le fondamenta dell’iniziativa. C’è, ovviamente, la sostenibilità economica dell’impresa, che va di pari passo con la ripresa del mercato dello smaltimento dei rifiuti e con la previsione «di un netto incremento dei conferimenti a partire dai 2020 a seguito anche degli accordi con altre imprese del settore» e di un «progressivo incremento dei conferimenti dei fanghi di depurazione della acque, conseguente alle sempre più stringenti norme per lo spandimento in agricoltura». Ma l’iniziativa si ascrive anche all’esigenza di «garantire al territorio la possibilità di smaltimento dei rifiuti prodotti dall’attività di bonifica nel rispetto del criterio di prossimità» - bonifiche, quelle dell’area industriale di Ottana, che secondo la società sarebbero in procinto di partire ma che potrebbero addirittura rivelarsi impossibili se il progetto venisse bocciato – e quella degli smaltimenti emergenziali in caso di eventi come alluvioni o incidenti ambientali. E poi c’è Tossilo e il suo mega inceneritore quasi ultimato, la cui discarica di servizio a Monte Muradu è esaurita: ed ecco quindi che Coronas Bentosas potrebbe «anche sopperire, con costi molto più vantaggiosi rispetto alle alternative, alle necessità di smaltimento dei rifiuti prodotti dal suo prossimo avviamento». Puntando tutto su una dichiarata idoneità del sito ad accogliere i rifiuti, quasi fosse un tratto vocazionale di quell’angolo di terra strappato al lavoro e alla storia, la richiesta avanzata è quella di essere autorizzati all’incremento di ulteriori 252mila m³ di volumi da riempire di rifiuti, che andrebbero a sommarsi ai 200mila m³ già concessi a tal fine. Il raddoppio delle volumetrie avverrebbe per elevazione, con la costruzione di due argini sulla cava che si avvia verso l’esaurimento degli spazi. Il risultato sarebbe una collina costituita da 452mila m³ di rifiuti della più ampia varietà, dei quali tra l’altro la famiglia Cancellu chiede di poter ampliare la gamma aggiungendo terre, rocce e pietrisco contenenti sostanze pericolose, rifiuti prodotti dal trattamento meccanico contenenti sostanze pericolose e fanghi. La società non chiede però solo nuove tipologie di rifiuto da poter interrare in discarica, ma anche la possibilità di accogliere rifiuti prodotti fuori dall’isola. Lo fa appellandosi alla “libera circolazione dei materiali” e alla necessità di poter attingere ai rifiuti extra-regionali per poter raggiungere il quantitativo annuo per perseguire gli obiettivi economici prefissati. Il piano di Coronas Bentosas è emerso casualmente ad agosto. Il Comune di Bolotana avrebbe dovuto renderlo pubblico a marzo.

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