Lanusei, l’udienza gup per furto del dna si celebrerà “in remoto”

LANUSEI. La giustizia ai tempi del Covid 19 si celebra in videoconferenza. È la richiesta, accolta, che due avvocati difensori con studio nella Penisola impegnati nel procedimento a carico di 12...

LANUSEI. La giustizia ai tempi del Covid 19 si celebra in videoconferenza. È la richiesta, accolta, che due avvocati difensori con studio nella Penisola impegnati nel procedimento a carico di 12 imputati per la complessa vicenda del Dna ogliastrino, hanno presentato al gup del Tribunale di Lanusei, Mariano Arca. A richiedere la modalità da remoto per lo svolgimento dell’udienza preliminare in agenda martedì prossimo per decidere sulla richiesta di rinvio a giudizio formulata dalla Procura, sono stati Paolo De Zan e Andrea Prudenzano, difensori degli amministratori di SharDna Maurizia Squinzi e Mauro Valsecchi. Il contenimento dei rischi è alla base della richiesta dei professionisti, tanto più che in aula ci dovrebbero essere ben 13 legali, che arrivano anche da Cagliari, più gli imputati alcuni dei quali devono attraversare il mare per recarsi a Lanusei. La vicenda giudiziaria prende le mosse dalla sparizione di 27mila provette contenenti il Dna di una delle popolazioni più longeve del mondo, sparite nell'agosto 2016 dal parco Genos di Perdasdefogu e ritrovate qualche mese dopo all'ospedale San Giovanni di Dio di Cagliari. Le persone coinvolte nell'inchiesta coordinata dal pm Biagio Mazzeo sono amministratori locali, consiglieri di Genos e SharDna, medici e collaboratori, accusati a vario titolo di aver violato la legge sulla privacy ma anche di furto. Si tratta del professor Mario Pirastu, presidente di Genos, e della sua collaboratrice Simona Vaccargiu, accusati di furto aggravato in concorso per essersi impossessati delle provette; Mariano Carta, sindaco di Perdasdefogu; Franco Tegas, sindaco di Talana, e l’ex vice sindaco Ercole Perino; il presidente e i consiglieri di amministrazione di Genos Valter Mura, Maurizio Caddeo, Piergiorgio Lorrai; gli amministratori di SharDna Maurizia Squinzi e Mauro Valsecchi e l’amministratore unico di Longevia Tiziano Lazzaretti. Sulla posizione di Maurizio Fossarello, primario di Oculistica dell’ospedale San Giovanni di Dio, accusato di peculato, il gup ha già emesso una sentenza di incompetenza territoriale rinviando gli atti a Cagliari mentre Renato Macciotta curatore fallimentare di SharDna, è stato assolto da “falso e omessa denuncia” con il rito abbreviato.

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