Il centrodestra ha deciso: Sanna candidato sindaco
di Francesco Pirisi
Architetto, 53 anni, già consigliere comunale del Pdl ora vicino al Carroccio Guiderà la coalizione formata da FI, Lega, FdI, Udc, Psd’Az e la civica Nuoro Sì
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NUORO. L’architetto Pietro Sanna, 53 anni, sarà il candidato a sindaco per il centrodestra, alle comunali nel capoluogo del 25 e 26 ottobre. Sanna guiderà la coalizione con Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia, Udc, Psd’Az e la lista civica Nuoro Sì. La designazione è stata definita negli ultimi giorni, ma per l’ufficializzazione si deve attendere ancora qualche ora.
Tra i suoi trascorsi politici, il candidato ha un passaggio in consiglio comunale, come membro dell’opposizione, quando a guidare il comune era il sindaco Pd, Alessandro Bianchi. Per qualche tempo è stato vicino a Fortza Paris, negli anni in cui il partito nato da una costola dei popolari poteva contare su una discreta pattuglia in Consiglio regionale. Il nome dell’architetto nuorese era quello che rimbalzava negli ambienti vicini all’area politica di appartenenza nelle ultime settimane. Nome espresso dalla Lega e dal Psd’Az, come effetto dell’accordo nazionale tra gli stessi leghisti, Forza Italia e Fratelli d’Italia sulla ripartizione delle cariche di candidato a sindaco nei principali comuni al voto. A dieci giorni dalla presentazione delle liste, il nome di Sanna è riuscito a mettere d’accordo i componenti del tavolo. «In campo c’erano più proposte, a conferma del fatto che ognuno poteva avanzare la propria», rimarca la segretaria cittadina di Fratelli d’Italia, Katiuscia Musu, che sarà capolista della propria squadra elettorale. Il metodo stabilito a Roma tuttavia non è stato indolore nel tavolo politico, aperto già da gennaio, prima che il Covid determinasse il black-out e lo slittamento delle elezioni, in un primo tempo fissate a giugno. All’interno del Psd’Az tre delle quattro sezioni cittadine hanno preso le distanze: «Non c’è chiarezza nei programmi e soprattutto non possiamo accettare che il candidato a sindaco non sia il frutto delle decisioni assunte nel territorio», avevano affermato i responsabili delle sezioni “28 Aprile”, “Atene sarda” e “Patriotu sardu”, lasciando il gruppo. Dov’è invece presente, con simbolo e delega del partito, la sezione “Pietro Mastino”. Metodo non accettato neppure da Gianfranco Moro, coordinatore cittadino dei Riformatori, oggi dimissionario: «Non concordo che le scelte per Nuoro si facciano altrove», ha motivato prima di lasciare la coalizione, dalla quale si è staccato anche il partito.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Tra i suoi trascorsi politici, il candidato ha un passaggio in consiglio comunale, come membro dell’opposizione, quando a guidare il comune era il sindaco Pd, Alessandro Bianchi. Per qualche tempo è stato vicino a Fortza Paris, negli anni in cui il partito nato da una costola dei popolari poteva contare su una discreta pattuglia in Consiglio regionale. Il nome dell’architetto nuorese era quello che rimbalzava negli ambienti vicini all’area politica di appartenenza nelle ultime settimane. Nome espresso dalla Lega e dal Psd’Az, come effetto dell’accordo nazionale tra gli stessi leghisti, Forza Italia e Fratelli d’Italia sulla ripartizione delle cariche di candidato a sindaco nei principali comuni al voto. A dieci giorni dalla presentazione delle liste, il nome di Sanna è riuscito a mettere d’accordo i componenti del tavolo. «In campo c’erano più proposte, a conferma del fatto che ognuno poteva avanzare la propria», rimarca la segretaria cittadina di Fratelli d’Italia, Katiuscia Musu, che sarà capolista della propria squadra elettorale. Il metodo stabilito a Roma tuttavia non è stato indolore nel tavolo politico, aperto già da gennaio, prima che il Covid determinasse il black-out e lo slittamento delle elezioni, in un primo tempo fissate a giugno. All’interno del Psd’Az tre delle quattro sezioni cittadine hanno preso le distanze: «Non c’è chiarezza nei programmi e soprattutto non possiamo accettare che il candidato a sindaco non sia il frutto delle decisioni assunte nel territorio», avevano affermato i responsabili delle sezioni “28 Aprile”, “Atene sarda” e “Patriotu sardu”, lasciando il gruppo. Dov’è invece presente, con simbolo e delega del partito, la sezione “Pietro Mastino”. Metodo non accettato neppure da Gianfranco Moro, coordinatore cittadino dei Riformatori, oggi dimissionario: «Non concordo che le scelte per Nuoro si facciano altrove», ha motivato prima di lasciare la coalizione, dalla quale si è staccato anche il partito.
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