Centro dialisi a rischio, protestano i pazienti
di Alessandra Porcu
Il medico responsabile va in pensione e il servizio potrebbe essere dirottato Ma l’Assl rassicura: il reparto resterà operativo, sostituzione immediata
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MACOMER. Sono disposti persino a sospendere la cure in segno di protesta se il Centro dialisi del poliambulatorio di Macomer dovesse essere chiuso. «I pazienti che tre volte alla settimana si sottopongono alla terapia – spiega Daniele Sperandio, vice segretario regionale dell’Associazione nazionale emodializzati, dialisi e trapianto –, sono in tutto 25. Terminate le ferie, la nefrologa che li seguiva da tempo andrà in prepensionamento. A oggi, l’Ats non ha ancora ratificato l’ordine di servizio per la nomina del sostituto. Temiamo che la mancata ufficializzazione di questo atto possa portare alla sospensione del servizio». «In tal caso – tuona il segretario regionale Annibale Zucca –, i pazienti sarebbero costretti a spostarsi nelle strutture sanitarie di Oristano, Nuoro e Olbia. Va da sé che i disagi si moltiplicherebbero, a cominciare dai turni per il trattamento che potrebbero essere eseguiti anche a tarda ora. Come si può pretendere che persone già debilitate possano essere dializzate alle 10 della sera o peggio alle 24? In più si rischierebbe di intasare i centri dialisi in attività. Tutto questo è inaccettabile», sottolinea Zucca. Vista la gravità della questione, l’Aned ha chiesto un incontro urgente con l’assessore regionale della Sanità Mario Nieddu.
«Abbiamo necessità di risposte chiare e celeri» ha rimarcato il vice segretario Daniele Sperandio: «La sanità territoriale sta andando allo sfascio e a pagarne le conseguenze sono gli ammalati».
In tutta la Sardegna ci sono 75 nefrologi. «Ne servirebbero 125 – sottolinea Annibale Zucca –, l’organico è sottodimensionato e non si può certo sperare che le cose migliorino se non verranno assunti più medici». Intanto i pazienti del Marghine che si affidano al Centro dialisi di Macomer sono allarmati dalla possibilità che la struttura sanitaria possa chiudere i battenti.
«Sabato scorso – precisa Sperandio –, li abbiamo incontrati per fare il punto della situazione. Chiedono, tra le altre cose, a gran voce l’intervento del sindaco Antonio Succu. Vorrebbero che si facesse portavoce della causa. Non si può privare il nostro territorio del servizio garantito dal Centro dialisi del poliambulatorio».
Nella serata di ieri è arrivata la buona notizia. «La preoccupazione dei pazienti dializzati è più che legittima. Me ne sono fatto carico insieme ai colleghi sindaci del Marghine e finalmente sono arrivate le rassicurazioni che attendevamo. L’Ats – ha fatto sapere il primo cittadino di Macomer –, ha disposto la sostituzione immediata del medico che sta andando in pensione. Per cui il reparto resterà operativo come prima».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
«Abbiamo necessità di risposte chiare e celeri» ha rimarcato il vice segretario Daniele Sperandio: «La sanità territoriale sta andando allo sfascio e a pagarne le conseguenze sono gli ammalati».
In tutta la Sardegna ci sono 75 nefrologi. «Ne servirebbero 125 – sottolinea Annibale Zucca –, l’organico è sottodimensionato e non si può certo sperare che le cose migliorino se non verranno assunti più medici». Intanto i pazienti del Marghine che si affidano al Centro dialisi di Macomer sono allarmati dalla possibilità che la struttura sanitaria possa chiudere i battenti.
«Sabato scorso – precisa Sperandio –, li abbiamo incontrati per fare il punto della situazione. Chiedono, tra le altre cose, a gran voce l’intervento del sindaco Antonio Succu. Vorrebbero che si facesse portavoce della causa. Non si può privare il nostro territorio del servizio garantito dal Centro dialisi del poliambulatorio».
Nella serata di ieri è arrivata la buona notizia. «La preoccupazione dei pazienti dializzati è più che legittima. Me ne sono fatto carico insieme ai colleghi sindaci del Marghine e finalmente sono arrivate le rassicurazioni che attendevamo. L’Ats – ha fatto sapere il primo cittadino di Macomer –, ha disposto la sostituzione immediata del medico che sta andando in pensione. Per cui il reparto resterà operativo come prima».
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