«Oncologia: abbiamo vinto noi»

In 150 alla manifestazione davanti all’ospedale. Poi l’annuncio di Nieddu: «Il reparto non si sposta»

NUORO. «L’assessore Nieddu ha appena deliberato per il non spostamento del reparto Oncologia, quindi direi che la nostra battaglia, almeno questa, l’abbiamo vinta». Al termine di una mattinata fatta di testimonianze, striscioni, slogan, richieste e pazienti oncologici incatenati – letteralmente – davanti all’ingresso dell’ospedale per chiedere di lasciare il reparto nella sua sede attuale, ai 150 manifestanti radunati nel piazzale del San Francesco arrivano le parole che tutti avrebbero voluto sentire sin dall’inizio della battaglia. Il reparto di Oncologia, dunque, in base alla decisione assunta ieri dall’assessore regionale alla sanità, Mario Nieddu, non si sposta: resterà al piano attuale del San Francesco, vicino alla Rianimazione e all’Ematologia. E non finirà né all’ex Pediatria, né allo Zonchello, così come nei giorni scorsi, e a suon di richieste perentorie, aveva disposto l’Ats alla ricerca di nuovi spazi per ospitare altri posti letto per la Terapia intensiva e i pazienti Covid.

«Non ci sarà alcun trasferimento del reparto di Oncologia – ha spiegato l’assessore Nieddu – Abbiamo avviato un’interlocuzione con Ats. Nell’eventuale riorganizzazione degli spazi per rispondere alle necessità dell’emergenza Covid non verrà mai presa alcuna decisione che possa andare a scapito dei pazienti. L’ospedale San Francesco è un presidio fondamentale per le cure oncologiche di tutto il sistema regionale. Non esiste alcun disegno politico che possa minimamente contemplare il suo depotenziamento. Il nostro obiettivo è quello di potenziare i servizi andando a risolvere, prima di tutto, le carenze di personale». Certo è che la protesta di ieri, per la prima volta dopo molto tempo, ha portato in piazza i pazienti oncologici, grazie all’iniziativa dell’associazione Vivere a colori. E con loro, vicino allo striscione “Oncologia non si tocca”, ieri c’erano anche diversi sindaci del territorio, associazioni, cittadini, medici e infermieri.

«Siamo in balia dei politici della Regione che vogliono smantellare un reparto di Oncologia che è una eccellenza, che accoglie malati non solo dal territorio ma da tutta la Sardegna – aveva spiegato all’inizio della manifestazione, Marilena Pintore, paziente oncologica e responsabile dell’associazione Vivere a colori – Perché vogliono smantellare un reparto che è già in una posizione congeniale per noi: c’è la farmacia che prepara la chemioterapia, c’è la Rianimazione. Molti di noi durante la chemio stanno male e molti di noi ci hanno lasciato quest’anno per il Covid. Noi siamo qui anche per loro. Le terapie devono proseguire dove le abbiamo iniziate».

«Io sono andata via nel mese di luglio – spiega una ex infermiera di Oncologia, Pasqualina Lai – e abbiamo raggiunto un equilibrio lavorativo che rispondeva pienamente a quelli che erano i bisogni dei malati oncologici. Chi ha avuto questa bellissima idea (dello spostamento del reparto, ndr) sicuramente non capisce niente di quello di cui ha bisogno il malato oncologico che ha tantissime esigenze. Lo spazio attuale del reparto, almeno fino a luglio, ci consentiva di fare 40 terapie al giorno. A quindici giorni dalla diagnosi della malattia, il paziente era già lì , nella sua poltrona, a fare la terapia». «Io parlo come familiare di una paziente che è morta – spiega Pietro Corrias – lo smantellamento dell’azienda sanitaria di Nuoro comincia nel 2008 con i fondi andati per la stragrande parte a Cagliari e Sassari. E da noi dicevano che volevano fare il terzo polo sanitario. Bè, più che polo sanitario, dico che hanno fatto “il pollo”sanitario».

«Io ho lavorato tanti anni in ospedale – spiega l’ex primario di Rianimazione, Elena Zidda – e vedo molto male questa decisione: perché non spetta al direttore generale e commissario dell’Ats decidere come deve essere organizzato un ospedale, e quindi questo è un atto autoritario e non opportuno. E poi qualora anche trasferissero Oncologia, con quali medici e con quali infermieri potrebbero gestire i nuovi posti letto per il Covid? Non si sa. Già non si riesce a gestire i reparti con il personale che c’è adesso, figuriamoci se dovessero aumentare i posti letto per la Terapia intensiva». «Siamo anni che nelle nostre assemblee di sindaci denunciamo quella che è la carenza totale di visione complessiva del ruolo della sanità a Nuoro e nella Sardegna centrale – ha spiegato il sindaco di Nuoro, Andrea Soddu – Siamo stanchi di fare appelli alla giunta regionale di turno. Chiediamo che chiunque ci sia, si impegni per garantire la vicinanza delle cure e la risposta ai bisogni di salute della popolazione. Siamo disposti a tutto».

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