IL CASO
Foto della ex su whatsapp, a processo per diffamazione
NUORO. È finito a processo per minacce legate in particolare a una foto, comparsa nell’aprile del 2019 sul suo stato di whatsapp, che ritraeva la sua ex ragazza, in “atteggiamenti sessuali espliciti”...
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NUORO. È finito a processo per minacce legate in particolare a una foto, comparsa nell’aprile del 2019 sul suo stato di whatsapp, che ritraeva la sua ex ragazza, in “atteggiamenti sessuali espliciti” con lui, come ha scritto la Procura di Nuoro citandolo a giudizio. Secondo l’accusa, dunque, R.C. – del quale non mettiamo il nome per esteso perché ha problemi di natura psichica ed è seguito dagli esperti – si sarebbe servito dei messaggi per minacciare la sua ex «di voler divulgare ai suoi familiari e conoscenti foto e filmati che la ritraevano in atteggiamenti sessuali espliciti proferendo, tra l’altro, anche la frase “Vieni a casa, se tu all’1 e mezza non sei qui, ti pubblico la foto sul profilo di Whatsapp” accompagnando i messaggi anche con la foto della chiavetta Usb verosimilmente contenente i filmati e le foto».
E la foto, poi, era stata pubblicata. Secondo la difesa del nuorese, rappresentata dall’avvocato Sebastian Cocco, in realtà la vera vittima di tutto sarebbe stato proprio l’attuale imputato: aveva lasciato la sua ragazza, e quest’ultima, sostiene la difesa, lo perseguitava giorno e notte per varie ragioni e in più occasioni aveva manifestato qualche segnale di squilibrio.
Ieri, alla prima udienza del processo, davanti al giudice monocratico Giacomo Ferrando, ha deposto anche uno degli investigatori che aveva seguito l’indagine, dopo che la donna aveva sporto denuncia. E ha confermato che dal cellulare sequestrato era spuntata fuori la fotografia della donna che era stata utilizzata come strumento delle minacce e della diffamazione. L’imputato è finito a giudizio anche per l’accusa di diffamazione, perché «aveva inviato al fratello della donna una foto ritraente la donna nell’atto di praticare sesso orale e impostando la modalità visibile a tutti i contatti» di whatsapp. (v.g.)
E la foto, poi, era stata pubblicata. Secondo la difesa del nuorese, rappresentata dall’avvocato Sebastian Cocco, in realtà la vera vittima di tutto sarebbe stato proprio l’attuale imputato: aveva lasciato la sua ragazza, e quest’ultima, sostiene la difesa, lo perseguitava giorno e notte per varie ragioni e in più occasioni aveva manifestato qualche segnale di squilibrio.
Ieri, alla prima udienza del processo, davanti al giudice monocratico Giacomo Ferrando, ha deposto anche uno degli investigatori che aveva seguito l’indagine, dopo che la donna aveva sporto denuncia. E ha confermato che dal cellulare sequestrato era spuntata fuori la fotografia della donna che era stata utilizzata come strumento delle minacce e della diffamazione. L’imputato è finito a giudizio anche per l’accusa di diffamazione, perché «aveva inviato al fratello della donna una foto ritraente la donna nell’atto di praticare sesso orale e impostando la modalità visibile a tutti i contatti» di whatsapp. (v.g.)
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