Ipotesi di “consensi comprati”, associazioni in rivolta

NUORO. «Ecco come Soddu compra il consenso elettorale. Nomi e importi ricevuti per una somma totale di 150.000 euro. Alla faccia della trasparenza e della correttezza – e la delibera 131 era...

NUORO. «Ecco come Soddu compra il consenso elettorale. Nomi e importi ricevuti per una somma totale di 150.000 euro. Alla faccia della trasparenza e della correttezza – e la delibera 131 era secretata. Cosa dicono gli esclusi?». Lo ha scritto in un post su Facebook il candidato a sindaco Ciriaco Offeddu. Accuse rivolte al sindaco uscente Andrea Soddu, in corsa per la carica di primo cittadino, sull’erogazione dei fondi alle associazioni. La delibera in questione è appunto la 131 del 21 luglio scorso, e riguarda i denari che la Fondazione di Sardegna ha assegnato al Comune di Nuoro a sostegno dei progetti culturali. Le frasi di Offeddu hanno scatenato un putiferio, e la reazione delle associazioni, molte delle quali con decenni di esperienza nell’ambito della cultura, degli spettacoli e del sociale nel capoluogo. Alcuni dei sodalizi hanno dato vita a un comunicato, annunciando che si rivolgeranno alla magistratura per tutelare la propria onoraibilità. Si tratta di Bocheteatro Nuoro, Istasac – Istituto Storia dell’Antifascismo ed età contemporanea nella Sardegna, Libera Università della Terza Età, Ente Musicale di Nuoro, Mancaspazio, Associazione Culturale Madriche, Associazione Tambène, Associazione Sardinia Rock Agency e Associazione Nugoresas. «Premesso che con la presente non si intende entrare in merito alla campagna elettorale, si specifica che le associazioni si interfacciano con l’amministrazione comunale perché agiscono prevalentemente sul tessuto sociale della città e lo compongono». Spiegano, le associazioni, poi che la Fondazione di Sardegna agisce mediante l’assegnazione di contributi o finanziamenti in vari campi e che i fondi «sono assegnati anche ai comuni che presentano progetti e che a loro volta elargiscono contributi alle proposte presentate dalle associazioni culturali. Tutto ciò avviene da tempo, dal 2013». In questo caso, l’amministrazione comunale ha partecipato per la quota di oltre 92mila euro; «Ne consegue che il grido allo scandalo del candidato sindaco, per i 150.000 euro si ridimensionano in 57.500, distribuiti fra 16 associazioni culturali; associazioni che, seppur in misura diversa, da anni operano in questa città proponendo eventi, iniziative, attività, manifestazioni sempre a titolo gratuito e aperte a chiunque». Questa vicenda avrà strascichi giudiziari: «Ci preme specificare che il voto di scambio, così come riferito dal signor Offeddu, è un reato e l’accusa di un crimine non commesso viene definito calunnia. Il tutto sarà dibattuto nelle apposite sedi istituzionali e non nel tribunale di Facebook».(si.se.)

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