Sas Animas, saltano riti e tradizioni

Il comitato: «Quest’anno, per senso civico, ci siamo fermati»

LULA. Quest’anno la storica ricorrenza di Sas Animas nel ricordo del “caro estinto”, con grave disappunto della comunità, non si terrà, complice coronavirus. Il Comitato dei priori composti da Albino Matteo Goddi, Maria Ladu “Valera”, Lina Sanna e Raimonda Fois, le cui famiglie sono da sempre titolari dei festeggiamenti, hanno dovuto desistere. «Quest’anno – ha sostenuto il comitato – abbiamo atteso sino alla fine per constatare che non si poteva procedere e doverosamente e con senso civico ci siamo fermati». E cosi si è fermata la mobilitazione delle “partes” e i volontari, una folta schiera di “pie” donne in un cerimoniale unico in Sardegna che ogni anno erano coinvolti nell’iniziativa dal 21 ottobre al giorno 8 novembre. Un cerimoniale dl largo respiro ln un lasso di tempo caratterizzato dal lavoro e dalla recita della preghiera e del rosario, evidentemente dai canti a caratura religiosa. Ed erano giorni intensi, senza orologio. Quello che da sempre ha caratterizzato questo appuntamento: in questi 17 giorni era il lavoro manuale nella sede sociale, l’impasto mediamente di circa otto quintali di farina e la successiva trasformazione in “maccarrones de errittu”, una specialità gastronomica lulese una autentica leccornia, da “leccarsi i baffi”. Lontani parenti dei bucati. Hanno una vaga somiglianza ai bucatini, ma fatti a mano servendosi dei ferri da lavorare la maglia. Quest’anno la grande lacuna della preparazione dal 21 al 28 corrente mese, e la contemporanea distribuzione a caldo, dopo la cottura, indistintamente a tutte le famiglie del paese. (b.a.)

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