Nuoro, il terrore dei contagi nel laboratorio di analisi

La Uil: personale insufficiente e spazi ridottissimi. Riaperto il Pronto soccorso. Il consigliere regionale Cocco (Leu): Ats si attivi sulla gestione dell’emergenza  

NUORO. Come se si fosse scoperchiata una pentola colma di problemi in grado di mettere in ginocchio il gigante della sanità nuorese, l’ospedale San Francesco. Dopo la chiusura, da venerdì e per la giornata di sabato, del Pronto soccorso dell’ospedale per la presenza di sei pazienti Covid – chiusura in parte rientrata ieri –, il grido d’allarme arriva ora dal laboratorio Biomedico. E ha ancora una volta a che fare con l’emergenza sanitaria, e in particolare con la spaventosa carenza di personale, nodo cruciale della vertenza sanità. La segnalazione viene fatta dalla Uil - Federazione poteri locali, Nuoro e Ogliastra, che chiedono l’intervento dell’assessore regionale alla Sanità Nieddu e dei vertici della Assl, Grazia Cattina, e del Distretto, Gesuina Cherchi. «Finora nessuno ha considerato la carenza del materiale umano, tecnologico e logistico, a chi viene chiesto di processare ogni giorno fino a mille tamponi (di cui qualche centinaio provenienti dal “drive-in”; e talvolta centinaia di campioni provenienti da Oristano d Olbia; a cui si sommano i tamponi provenienti da Lanusei, oltre allo screening regolare effettuato su tutto il personale sanitario e dall’Usca); si aggiunga che il tutto viene realizzato in locali sottodimensionati, con l’utilizzo di strutture tecniche non al passo con i tempi».

«Non si capisce come di fatto si possa parlare tanto di distanziamento sociale, quando all’interno dell’ospedale di Nuoro, proprio nel luogo dove vengono analizzati i tamponi, si lavora con il patema d’animo, in spazi ridottissimi ed inadeguati, con colleghi che da un giorno all’altro diventano positivi e con il pensiero fisso di poter essere stati contagiati a causa dell’obbligatorietà a lavorare freneticamente, data la grave carenza d’organico», scrivono Franco Licheri e Raffaella Murgia della Uil Fpl Nuoro e Ogliastra. C’è anche un problema legato agli strumenti, e non è un caso che proprio il macchinario che analizza i tamponi dovrà essere sottoposto oggi a una revisione: «Strumentazione obsoleta che necessità di interventi di riparazione giornaliera, fianco a fianco, durante tutto il turno lavorativo, proprio a causa della mancanza di spazi sufficientemente distanziati».

Il problema degli organici, denuncia la Uil, è analogo anche negli uffici dell’Igiene pubblica: potenziarli è indispensabile per dare risposte in tempi stretti sull’esito dei tamponi, tempi che spesso si estendono oltre il doveroso, “periodo finestra”. Peraltro a tutt’oggi, nel reparto Malattie infettive, non è ancora stata avviata l’attività di vaccinazione antinfluenzale per il personale sanitario, reparto in cui il numero di ricoverati attuali è ulteriormente cresciuto da 29 a 33 posti letto.

Sul caos dei giorni scorsi al Pronto soccorso, interviene invece il consigliere regionale di Leu Daniele Cocco, che già il 24 settembre e il 13 ottobre aveva rivolto due interrogazioni all’assessore regionale alla Sanità, «sulle gravi problematiche legate alla gestione dell’emergenza Covid all’ospedale San Francesco, senza avere risposta».

«Il personale sanitario, pur prestando servizio con intolleranti carichi di lavoro e in difficili condizioni operative e di sicurezza sanitaria non riesce a garantire un’adeguata assistenza, pertanto, in questo particolare momento di emergenza sanitaria dovuta al diffondersi della seconda ondata di infezione da Covid-19, ritengo fondamentale che l’Ats intervenga nella gestione dell’emergenza con l’individuazione di nuovi spazi e l’assunzione di nuovo personale specialmente nei reparti Covid e Pronto soccorso».

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