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Nuoro

Beccu: con Soddu Nuoro è tornata al centro della politica

di Simonetta Selloni
Beccu: con Soddu Nuoro è tornata al centro della politica

Il presidente del consiglio comunale ne sostiene l’operato «Il bilancio? Ora siamo fuori dalla morsa dei debiti»

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NUORO. È uno dei fedelissimi della prima ora del sindaco Andrea Soddu. Fabrizio Beccu, 45 anni avvocato, è il presidente del consiglio comunale uscente . Al primo turno di due settimane fa è stato il più votato in assoluto: 407 voti nella lista Soddu sindaco, una delle quattro a sostegno del primo cittadino uscente.

Beccu, lei fa parte del gruppo che condivide con Soddu il progetto amministrativo. Quanto sono diverse queste elezioni da quelle di cinque anni fa?

«Diciamo che allora avevamo di fronte la vecchia guardia strutturata delle politica. Una maggioranza costituita da giovani, molti alla prima esperienza amministrativa, un’opposizione con esperti. Ci sono stati confronti, e scontri, aspri».

L’esecutivo Soddu, almeno nella prima parte del mandato, non ha brillato nella gestione delle comunicazioni. Pensa che questo elemento vi abbia danneggiati?

«Penso di sì. È uno degli appunti che ci muovono: ci siamo più concentrati a fare le cose, meno a spiegarle. E quando siamo andati a esplicitarle, mi rendo conto che non sono passate con chiarezza».

Questa difficoltà di spiegare ha riguardato anche i conti del Comune, che i vostri oppositori vedono come poco chiari. E in particolare per i famosi 31 milioni di euro desinati dalla Regione. È così?

«Il finanziamento della Regione è stata un’operazione politica fondamentale, direi la più importante della consiliatura di Soddu. Sono fondi che entrano nelle casse del Comune: che poi diventino 25, o 26, non ha molta importanza. Quel che conta è che il Comune andrà a risparmiare, da qui al 2042, un milione e mezzo di euro l’anno che avrebbe dovuto pagare alla Cassa Depositi e prestiti per debiti legati agli espropri. Un milione e mezzo di fondi che si liberano. Un atto rilevante, politico».

Ma i rilievi della Corte dei conti? Provi a spiegare.

«Intanto la Corte dei conti ha una funzione di garanzia, e ha mosso rilievi sui quali ci siamo allineati. Il fatto vero è che grazie ad Andrea Soddu si è ottenuto che la Regione stanziasse 55 milioni di euro per i Comuni soffocati dai debiti per gli espropri, e Nuoro era il Comune più esposto. E ora invece avrà la possibilità di programmare».

E allora perché vi attaccano su questo punto?

«Perché è stato un atto che nessun altro aveva fatto. È stata una scelta politica, aggredire il problema dei debiti per gli espropri e il risultato lo si è avuto durante il mandato. In genere servono anni. Andrea Soddu, anche da presidente del Consiglio per le autonomie locali, lo ha posto al centro dell’agenda politica.

Si può dire che lei ritiene che sia questo l’atto più importante della giunta Soddu?

«Ritengo proprio di sì».

In questi cinque anni però, l’esecutivo e anche la maggioranza hanno perso pezzi.

«In cinque anni sono accadute tante cose: elezioni regionali, politiche, europee. Sono dinamiche normali. Tengo a sottolineare che i rapporti personali sono sempre rimasti ottimi».

Il capitolo dei rapporti Soddu-Pd. Vi siete candidati contro, poi Soddu alle Europee è stato l’uomo del Pd. Ora, di nuovo da soli. Un po’ di confusione nell’elettorato?

«Candidare il sindaco di Nuoro alle Europee ha significato ridare centralità al capoluogo nel panorama regionale. Ricordo che Soddu è stato l’unico a battere Salvini. Poi con il Pd non ci siamo ritrovati, non si è trovata la quadra. Noi abbiamo detto che le primarie Soddu non le doveva fare. Le strade si sono divise, con rispetto».

Poniamo che Soddu vinca il ballottaggio: sarete inclusivi?

«Senza dubbio. Siamo in una pandemia. Serve dialogo, unione. Questa consiliatura dovrà essere di confronto, c’è bisogno della forza di tutti».

E lei, Beccu, sarebbe ancora il presidente del Consiglio?

«Chi lo sa, ne parliamo dopo il ballotaggio».

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