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Nuoro

l’intervento 

I sindacati dal prefetto, Rotondi scrive a Temussi

I sindacati dal prefetto, Rotondi scrive a Temussi

NUORO. Turni massacranti degli operatori sanitari, dispositivi di protezione individuale che cominciano a scarseggiare, protocolli di sicurezza evidentemente saltati. La sanità nuorese in una...

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NUORO. Turni massacranti degli operatori sanitari, dispositivi di protezione individuale che cominciano a scarseggiare, protocolli di sicurezza evidentemente saltati. La sanità nuorese in una situazione di totale emergenza per via del Covid è stata al centro di un incontro (in videoconferenza) tra i rappresentanti della Cgil e Cisl funzione pubblica, Sandro Fronteddu e Giorgio Mustaro, e il prefetto di Nuoro Luca Rotondi. I due sindacalisti hanno esposto al rappresentante del governo la difficoltà degli operatori sanitari. Carenze di organico andate sclerotizzandosi nel tempo, alle quali non si è posto rimedio, che con l’esplosione della pandemia hanno accentuato l’emergenza. E mentre i reparti si dibattono in questa assoluta carenza di personale, con i numeri dei pazienti Covid che aumentano, l’ospedale da campo allestito nei parcheggi dell’ospedale San Francesco resta desolatamente chiuso. D’altronde, se il personale è del tutto insufficiente, era illusorio pensare che si potesse attivare la struttura.

Una situazione di estrema gravità, che ha convinto il prefetto a indirizzare una nota ai vertici dell’Ats, all’assessore regionale alla Sanità e al commissario straordinario di Ares-Ats Massimo Temussi. L’accento viene posto in particolar modo sulle carenze di organico e sulla necessità di rendere operativo l’ospedale da campo.

Intanto oggi ci sarà un nuovo sit-in davanti all’ospedale di Nuoro da parte dei pazienti oncologici, ai quali evidentemente non sono bastate le rassicurazioni di Temussi. Il commissario ha ribadito che il reparto di Oncologia si trasferirà ma che al di là del cambiamento di piano resterano inalterate le postazioni per i trattamenti chemioterapici: venti erano e venti restano, a fronte di una ventilata riduzione a 13. Ma le garanzie di Temussi non hanno dissuaso i pazienti dal manifestare per una sanità più efficiente.

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