Strategie contro il Covid: medici e reparti accorpati

Il personale di quasi tutte le Unità operative turnerà nei reparti “grigi” Gli oncologici: «Ci curano ma siamo esposti al contagio. Escludete i nostri medici»

NUORO. La sensazione è che l’emergenza Covid al San Francesco la si stia affrontando a tentativi. È di due sere fa, infatti, una nuova rimodulazione delle varie unità operative per assicurare assistenza ai pazienti Covid, vista l’aggravarsi dell’epidemia. Iniziative urgenti, seppur provvisorie, sono state messe in atto dai vertici dell’Assl a poche ore dal sit-in dei pazienti oncologici che mercoledì hanno manifestato nel piazza per una sanità più efficiente e il diritto alla salute di tutti. Una disposizione a firma del direttore del presidio ospedaliero, Giovanna Gregu, che oltre allo spostamento di alcuni reparti, prevede l’accorpamento di altri e la turnazione del personale di quasi tutte le unità operative (eccetto alcune), nei reparti destinati ai pazienti Covid. Tra questi anche i medici di Oncologia, nonostante da marzo i malati stiano portato avanti una battaglia contro lo spostamento del reparto, e la turnazione nell’area “grigia” del personale che li assiste ogni giorno. Lotta vinta a metà. Venerdì scorso, infatti, l’Oncologia è stato trasferita al terzo piano della “torre”, nell’ex Pediatria, dove sono state sistemate venti postazioni per le chemioterapie. Gli ambulatori, però, sono rimasti dov’erano, tra la Rianimazione e l’Ematologia. Così, se da un lato le cure salvavita verranno garantite, dall’altro i malati dovranno spostarsi, di volta in volta, da un piano all’altro dell’ospedale con tutti i rischi che ne conseguono. Stesso discorso per il personale, chiamato a muoversi di continuo per assistere i malati prima, durante e dopo la terapia. «Che senso ha tutto questo – continuano a chiedersi i pazienti –. Noi siamo immunodepressi ed esporci a troppi contatti è pericoloso. Inoltre che beneficio ne trae l’emergenza Covid con lo spostamento di Oncologia? Perché non lasciare la Pediatria dov’era, anziché portarla al piano zero?». Domande che ancora non hanno avuto risposte. Intanto nel piano di rimodulazione dell’Assl, è previsto il trasferimento del reparto Covid dal piano zero all’undicesimo, nella vecchia Geriatria, dove verranno gestiti pazienti positivi in regime ordinario. I turni saranno garantiti dal personale di Medicina. Al decimo piano, di Malattie infettive, invece, oltre ai malati Covid ordinari verranno ospitati anche i pazienti più complessi. Lì turneranno i medici di Malattie infettive, Pneumologia e Medicina. Il personale di Oncologia e Neurologia dovrà assicurare il completamento dei turni nei due reparti Covid. Intanto, vista la sospensione delle attività di chirurgia, in quell’area verranno assicurate attività di ricovero esclusivamente in emergenza. Saranno accorpate Chirurgia vascolare e Chirurgia generale, nonché le Unità operative di Neurochirurgia o Otorino, come anche Ginecologia e Urologia. E il Pronto soccorso? Continua a rimanere un vero e proprio girone dell’inferno, dimenticato da Dio e dagli uomini, dove oltre 25 pazienti positivi al Covid da diversi giorni sono ricoverati in attesa di essere presi in carico. Ma non essendo il Pronto soccorso un reparto di degenza, queste persone di fatto non sono considerate “ospedalizzate”. Intanto il personale medico e infermieristico, in perenne sofferenza, continua a dividersi tra due zone, “pulita” e “sporca”, ricavate nello stesso piano, mentre nel piazzale esterno continuano a sostare per ore decine di ambulanze con malati in attesa di cure.

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