Covid negli uffici pubblici scoppia il caso sicurezza

Mustaro (Cisl-Fp): «Troppe falle e carenze nella gestione dei contagi e del lavoro» E l’appello ai dipendenti del tribunale: «Aderiscano anche loro alla protesta»

NUORO. Il caso più recente, del Palazzo di giustizia – che conta diversi dipendenti positivi e in quarantena, e gli esiti dei tamponi di uno screening arrivati dopo giorni e con il personale rimasto in servizio in attesa dei risultati – è solo la punta di un iceberg molto più profondo. Perché a Nuoro città sono diversi gli uffici pubblici nei quali la gestione dei dipendenti nella seconda ondata dei contagi Covid sta mostrando alcune carenze o quantomeno diversi problemi legati alla sicurezza sul lavoro. Tra le strutture che nelle ultime settimane, a vario titolo, sono state alle prese con casi di contagio, richieste di tamponi, screening, protocolli di sicurezza non adeguati, e ricorso al lavoro da distanza centellinato come se fosse oro, vi sono diversi uffici pubblici cittadini. Dall’Inps all’Agenzia delle entrate, dalla Motorizzazione civile all’ufficio scolastico provinciale, passando per lo stesso palazzo comunale: sono tante le strutture nelle quali il Covid è entrato e ha creato problemi e disagi.

Ed è proprio per questo che la Cisl funzione pubblica di Nuoro sta rilanciando con forza la battaglia per la sicurezza sul lavoro. Non solo il caso del tribunale, dunque. «La situazione anche nelle altre amministrazioni pubbliche presenta numerose falle – spiega il coordinatore territoriale della Cisl-Funzione pubblica, Giorgio Mustaro – l’amministrazione provinciale di Nuoro, dopo il sospetto accertamento di un caso, ha disposto la chiusura, per sanificazione dei propri locali sino a martedì 1°dicembre. All’Inps dopo il decesso di un dipendente sono state ordinate sanificazioni nella sede centrale ed in quelle periferiche. L’Ats ha fatto sapere di non essere in grado di provvedere a uno screening di massa del personale dell’istituto per cui l’Inps dovrà ricorrere ad operatori privati. Diversi casi sono stati segnalati a macchia di leopardo alla Motorizzazione civile, all’Ufficio scolastico, in Comune), all’Agenzia delle entrate, alla Polizia stradale, e in diversi comuni del Nuorese. Purtroppo segnaliamo il fatto che sono state davvero poche le amministrazioni pubbliche locali che hanno coinvolto le organizzazioni sindacali nella firma di Protocolli per la sicurezza e che il ricorso alla smart warking è stato gestito burocraticamente». Non solo il Palazzo di giustizia, insomma: ma è certo che in tribunale, i problemi legati ai contagi e alle loro conseguenze, si siano fatti più stringenti negli ultimi giorni. Per questa ragione, dice ancora Mustaro, «la decisione degli avvocati nuoresi di astenersi dalle udienze per due settimane ci trova decisamente d’accordo. Chiediamo ai lavoratori del palazzo di Giustizia un’adesione alla protesta nei modi che insieme decideremo. Nelle settimane scorse abbiamo invitato i vertici del Palazzo di giustizia ad aprire un tavolo di confronto per adeguare il protocollo della sicurezza in quell’ambiente di lavoro e disporre nuove misure sull’utilizzo dello smart working. Abbiamo sollecitato la nostra richiesta chiedendo che gli incontri si svolgessero anche in videoconferenza. Ma purtroppo i solleciti sono andati a vuoto. Oggi registriamo una decina di dipendenti del Palazzo malati a casa e numerosi colleghi in quarantena. Aver disposto il tampone per tutti non è stata una misura sufficiente considerando che gli esiti, a volte, sono arrivati anche dopo una settimana. Nel mentre – aggiunge in conclusione Mustaro – gli interessati hanno continuano a frequentare le aule e gli uffici, nonché il personale e l’utenza. Ora il decesso di un giovane avvocato apre molti interrogativi sull’intera questione. Aderiamo alla proposta del consiglio dell’Ordine di aprire un tavolo di lavoro congiunto per individuare misure efficaci per mettere la struttura in sicurezza».

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