La giunta Cadeddu lascia scontenti i più votati

Birori, sotto accusa la sindaca appena riconfermata. Culeddu: il nostro apporto è stato decisivo

BIRORI. Prime crepe in seno al consiglio comunale di Birori. A poco più di un mese dalle elezioni che hanno riconfermato la sindaca Silvia Cadeddu emergono i primi contrasti. Il consigliere Orazio Culeddu (il secondo più votato) prende le distanze dalla prima cittadina. «I malumori sono sorti fin dal momento in cui il sindaco dopo una pseudo apertura con diversi pareri verso l’attribuzione delle cariche assessoriali ai candidati più votati ha disatteso tutto non tenendo conto della volontà popolare – scrive Culeddu –. Infatti, i neoletti più votati non possono rappresentare appieno il mandato conferito loro dalla gran parte degli elettori perché, contrariamente alla prassi consolidata nella maggior parte dei Comuni, ove ad affiancare il Sindaco sono chiamati i candidati che hanno ottenuto il maggior numero di preferenze, in quello di Birori è stata confermata integralmente la giunta uscente». Era risaputo che questa sarebbe stata una campagna elettorale particolarmente strana e difficile, per via innanzitutto dell’emergenza sanitaria e, poi, per la mancata presentazione di altre liste (il nemico sa battere era il quorum). «A questo punto non resta che prendere atto del fatto che anche a seguito di una concreta ed attenta analisi del voto è emerso che i componenti dell’amministrazione uscente, rispetto alle elezioni di cinque anni fa, hanno riportato un segno negativo, poiché hanno perso tanti voti – aggiunge Culeddu – tanto è vero che raffrontando i due risultati emergono due sole eccezioni: un solo consigliere ha preso gli stessi 30 voti della tornata precedente, mentre l’altro ne ha guadagnato 8 in più poiché è passato dai precedenti 20 agli attuali 28 voti. Gli eventi susseguitisi in questi giorni denotano la forte ingratitudine nei confronti dei cittadini che hanno espresso, pur con titubanza, consensi dei quali si è giovata l’intera compagine, nonostante di ciò non sia mai stata fatta menzione alcuna. Di contro è stato a più riprese rimarcato soltanto il fatto che la lista era composta da consiglieri uscenti, non riportando correttamente che in lista vi fossero sei uscenti e quattro nuovi consiglieri e non tenendo conto del fatto che questi ultimi da soli hanno riportato 130 voti contro i 139 dei sei uscenti. I numeri non a caso fanno sempre la differenza, tanto che, tra i neoeletti il più votato ha conseguito 51 voti e 37 il secondo. Fermo restando che è prerogativa del sindaco scegliere la giunta e la ripartizione delle deleghe, non ci si può scordare del fatto che è consuetudine storica attribuire tali ruoli e deleghe a chi, in primis, riporta il maggior numero di preferenze e, inoltre, assegnandole anche ai consiglieri, come accade nella maggior parte delle realtà comunali, in ossequio al sacrosanto principio democratico».

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