Carcasse d’auto dimenticate in strada dopo due attentati

Bolotana, bruciate il 2 ottobre scorso nessuno le ha rimosse Erano di una famiglia rom presa di mira dagli incendiari

BOLOTANA. I due veicoli, una vecchia Mercedes e un furgone Ducato cassonato, di proprietà di una famiglia di origini rom residente a Bolotana, sono stati dati alle fiamme da mani ignote la notte del 2 ottobre scorso, ma, nonostante siano passati due mesi dall’atto incendiario che ha completamente distrutto i due mezzi, le carcasse sono ancora lì, in via Cadorna, una strada periferica da dove si accede alla parte alta del paese. Nessuno, finora, ha portato via i veicoli inceneriti che fanno bella mostra di sé (si fa per dire) davanti alle case abitate, dando una pessima immagine del paese anche perché le carcasse sono visibili dalla strada che va verso la montagna, un’arteria trafficata da turisti e visitatori. Non solo. L’ammasso di ferraglia incenerita potrebbe provocare possibili danni alla salute pubblica soprattutto nelle giornate di vento quando vengono trasportate le polveri sottili. Le auto bruciate, ormai ridotte a carcasse arrugginite, potrebbero, insomma, rappresentare un possibile focolaio di malattie. Difficile dire a chi spetta il compito di portare via le carcasse. È certo, comunque, che qualcuno dovrà pure intervenire per tutelare il decoro del paese e la salute dei cittadini. Occorre dire anche che la presenza dei rottami bruciati testimonia un episodio che non fa parte del patrimonio culturale e sociale di Bolotana, un paese che è sempre stato ospitale e tollerante. Eppure la famiglia rom di origini romene, che da due anni risiede in una casa acquistata nel centro storico, è stata presa di mira dagli ignoti incendiari per ben due volte nell’arco di un anno. La notte tra il 31 agosto e il primo settembre del 2019 venne dato alle fiamme un vecchio furgone di proprietà dei rom parcheggiato in uno slargo tra via Brigata Sassari e via Cadorna a poca distanza dalla casa appena acquistata dalla famiglia per stabilirsi a Bolotana. Anche allora il mezzo andò completamente distrutto. La carcassa, però, venne portata via subito. Stavolta, invece, i due veicoli presi di mira dagli incendiari con il secondo attentato sono stati lasciati dove erano parcheggiati, uno dietro l’altro, la notte del 2 ottobre scorso quando sono stati dati alle fiamme. Una quindicina di giorni dopo, sempre durante la notte, venne preso a sassate un camper di proprietà dei rom parcheggiato in piazza Repubblica, a pochi passi dal municipio. Tutti episodi inquietanti che il tessuto sociale del paese ha condannato con forza. Ora, però, alla giusta condanna di allora bisogna aggiungere oggi l’altrettanto giusto senso del decoro.

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