«Consorzio industriale, no alle scelte dall’alto»

La sindaca di Borore: «Stop al commissariamento, fiducia in Anita Pili. Servono decisioni condivise»

MACOMER. A pochi giorni dal confronto tra l’assessore regionale all'Industria, Anita Pili, e i sindaci del Marghine, la discussione sul Consorzio industriale di Tossilo è più che mai attuale. Stavolta a prendere posizione è il primo cittadino di Borore. «In merito all'ente consortile – puntualizza Bastiana Carboni, – è stata espressa la volontà di decretare la fine della lunga fase di commissariamento col passaggio alle amministrazioni locali. Tutto ciò anche e soprattutto sulla base di quanto unitamente deliberato nel 2012, in seduta congiunta, dai consigli comunali di Borore e Macomer (a indossare la fascia tricolore erano Tore Ghisu e Riccardo Uda). Già allora – rimarca Carboni – era stato proposto di dare immediata funzione e rappresentanza nel costituendo organo consortile ad altri centri del territorio, attraverso l’Unione dei Comuni, e al mondo imprenditoriale con l’associazione degli industriali e la Camera di commercio». Nell’apprezzare l’apertura al dialogo dell’assessore Pili e la promessa di avviare un’istruttoria con i soggetti protagonisti, il sindaco di Borore non nasconde la preoccupazione sulle politiche di governo che riguardano le aree industriali.

«Bisogna scongiurare che scelte calate dall’alto e non condivise si ripercuotano sullo sviluppo economico e sulla gestione di attività a carattere pubblico. A tale proposito – sottolinea Bastiana Carboni, – spiace constatare che, se da un lato insieme all’assessore regionale all’Industria si stanno gettando le basi per l’avvio di un nuovo corso nelle relazioni istituzionali, dall'altro pesano le azioni poste in essere dal commissario Franco Figus. Mi riferisco – tuona – alla decisione unilaterale, grave e arrogante, di mettere in liquidazione la Tossilo Spa. Noi vogliamo avere consapevolezza delle problematiche inerenti la gestione di un impianto complesso come quello del termovalorizzatore. Problematiche non solo ambientali ma anche di natura economico e occupazionale. Ciò che il territorio rivendica è un ruolo da protagonista. Crediamo fermamente che la guida dell'impianto di lavorazione e incenerimento dei rifiuti non possa essere dettata da “colpi di mano” che presuppongono una sorta di delega in bianco che nessuno vuole né può dare. Il termovalorizzatore deve restare un servizio pubblico così come pubblica deve esserne la gestione. Ho fiducia – conclude il primo cittadino – negli impegni assunti dall'assessore Pili. Credo che l'azione sinergica dei sindaci possa porre fine al commissariamento del Consorzio e attivare nuove politiche di sviluppo».



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