Ufficio del giudice di pace alla paralisi
Macomer, il parlamentare Pietro Pittalis chiede l’intervento del ministero
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MACOMER. L’intervento del Ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, era stato invocato più volte dal presidente dell’Unione dei Comuni del Marghine, Luigi Daga, e dal vicepresidente, Gian Pietro Arca. La presa di posizione del guardasigilli è ritenuta indispensabile per l’ufficio del Giudice di Pace di Macomer, ormai al collasso. Ora, dopo mesi di confronti e solleciti, qualcosa sembra muoversi. Con un’interrogazione alla Camera, il deputato di Forza Italia, Pietro Pittalis, incalza il Governo a prendere provvedimenti celeri in merito.
«L’ufficio è stato tenuto coraggiosamente aperto dai 10 centri del territorio – recita il documento –, questi hanno messo a disposizione risorse finanziarie e personale propri per garantire, integralmente a loro spese, un presidio sul territorio che lo Stato, con la riforma della geografia giudiziaria del 2012, aveva inteso sopprimere, disimpegnandosi economicamente. Uno sforzo notevole – sottolinea Pittalis –, animato dall’intento di assicurare l’effettivo accesso alla giustizia dei cittadini della zona, prospettiva che altrimenti sembra un miraggio più che un diritto costituzionale, ma anche dalla volontà di contrastare, con azioni corrette, la desertificazione dei servizi e il conseguente spopolamento delle aree interne. La recente apertura nel territorio di Macomer del Centro di permanenza per il rimpatrio ha, però, riversato sull’ufficio un carico di lavoro insostenibile. Voglio essere sicuro che nessuno si approfitti della buona volontà degli amministratori locali e dei cittadini sardi, scaricando sulle loro spalle, senza alcun contributo, funzioni e incombenze di cui dovrebbe farsi carico lo Stato – conclude il parlamentare che auspica un intervento deciso del Ministro della Giustizia – per consentire il buon funzionamento di un servizio indispensabile».
«Ringrazio l’onorevole Pittalis per essersi interessato alla causa, dando seguito alle mie richieste» fa sapere il vicepresidente, Gian Pietro Arca. «L’auspicio è che, quanto prima, chi di dovere provveda a nominare un magistrato onorario che ricopra il ruolo del Giudice di Pace. Bisognerà, inoltre, procedere con nuove assunzioni. Come più volte rilevato, l’apertura del Cpr ha accresciuto enormemente il numero delle pratiche da sbrigare. Il funzionario giudiziario e il cancelliere non sono più in grado, da soli, di far fronte a questa ulteriore mole di lavoro. È necessario porre in essere misure capaci di garantire l’efficace e l’efficiente svolgimento delle relative attività». (a.p.)
«L’ufficio è stato tenuto coraggiosamente aperto dai 10 centri del territorio – recita il documento –, questi hanno messo a disposizione risorse finanziarie e personale propri per garantire, integralmente a loro spese, un presidio sul territorio che lo Stato, con la riforma della geografia giudiziaria del 2012, aveva inteso sopprimere, disimpegnandosi economicamente. Uno sforzo notevole – sottolinea Pittalis –, animato dall’intento di assicurare l’effettivo accesso alla giustizia dei cittadini della zona, prospettiva che altrimenti sembra un miraggio più che un diritto costituzionale, ma anche dalla volontà di contrastare, con azioni corrette, la desertificazione dei servizi e il conseguente spopolamento delle aree interne. La recente apertura nel territorio di Macomer del Centro di permanenza per il rimpatrio ha, però, riversato sull’ufficio un carico di lavoro insostenibile. Voglio essere sicuro che nessuno si approfitti della buona volontà degli amministratori locali e dei cittadini sardi, scaricando sulle loro spalle, senza alcun contributo, funzioni e incombenze di cui dovrebbe farsi carico lo Stato – conclude il parlamentare che auspica un intervento deciso del Ministro della Giustizia – per consentire il buon funzionamento di un servizio indispensabile».
«Ringrazio l’onorevole Pittalis per essersi interessato alla causa, dando seguito alle mie richieste» fa sapere il vicepresidente, Gian Pietro Arca. «L’auspicio è che, quanto prima, chi di dovere provveda a nominare un magistrato onorario che ricopra il ruolo del Giudice di Pace. Bisognerà, inoltre, procedere con nuove assunzioni. Come più volte rilevato, l’apertura del Cpr ha accresciuto enormemente il numero delle pratiche da sbrigare. Il funzionario giudiziario e il cancelliere non sono più in grado, da soli, di far fronte a questa ulteriore mole di lavoro. È necessario porre in essere misure capaci di garantire l’efficace e l’efficiente svolgimento delle relative attività». (a.p.)
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