Antenna 5G, continuano le proteste
Il comitato contro l’elettrosmog al sindaco: «Chiarezza sulla tutela della salute»
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NUORO. Continua in città la battaglia contro la stazione radio base 5G. Dopo la raccolta firme dell’estate scorsa, finalizzata ad ostacolare il posizionamento dell’antenna in via Sant’Emiliano, il comitato contro l’Elettrosmog chiede al sindaco Andrea Soddu e alla sua amministrazione, che venga riconosciuto e coinvolto attivamente sulle attività di installazione della stazione radio. «Come comitato – sottolinea Antonio Pirisi, portavoce del gruppo – da subito ci siamo rivolti al Comune per chiedere l’accesso agli atti inerenti l'istallazione della nuova antenna nella via Sant’Emiliano, 41. Volevamo conoscere le caratteristiche tecniche dell’impianto per confrontarci e presenziare, come altre volte, alla conferenza di servizi. L’accesso, però, ci è stato negato. Abbiamo anche chiesto ai condomini destinatari dell’installazione dell’antenna 5G di informarsi sui rischi derivanti dall’inquinamento da campi elettromagnetici anche attraverso interlocuzioni da fonti autorevoli indipendenti». Secondo il Comitato nuorese, infatti, esisterebbe una correlazione tra radiofrequenza e gravi tumori, già comprovata da studi condotti dall’Istituto Ramazzini di Bologna. Alla luce di questi studi, l’associazione chiede una posizione chiara da parte del sindaco sulla tutela della salute dei cittadini, sui rischi del 5G, sul rispetto dell’evoluzione dei trattati comunitari e delle indicazioni della Commissione europea in materia. «Chiediamo una consultazione pubblica sul 5G e nel caso di adozione impositiva della rete, prevista dalle normative nazionali, la predisposizione di un’App e una sezione dedicata nel portale del Comune per monitorare i livelli di esposizione dei cittadini. Non solo – conclude il comitato – chiediamo la pubblicazione giornaliera e report mensili degli indicatori dei livelli di inquinamento da esposizione alle frequenze elettromagnetiche, l’elaborazione dei parametri comprovati dalla Ats e certificati da organismi di ricerca indipendenti dagli interessi delle compagnie telefoniche. Servirebbe l’istituzione di un osservatorio locale sul 5G e l’organizzazione di dibattiti sugli effetti positivi e negativi della rete». (k.s.)
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