Il Festival del folclore conquista la piazza virtuale

Successo dell’edizione online dell’appuntamento organizzato dall’associazione Ortachis

BOLOTANA. Successo online per la 28ª edizione del Festival internazionale del folclore di Bolotana che, stavolta, a causa dell’epidemia, ha sperimentato la piazza virtuale. L’iniziativa, organizzata come accade ormai da quasi trent’anni, dall’associazione culturale e folclorica Ortachis presieduta dallo storico presidente, Antonello Zolo, si è tenuta il 29 e il 30 dicembre 2020 nella suggestiva cornice di casa Senes. Grazie al collegamento su Facebook garantito dalla seguitissima pagina di Laura Laccabadora, il festival ha avuto una platea in rete potenzialmente sterminata che ha consentito ai protagonisti della scena di entrare nelle case degli appassionati e, in particolare, degli emigrati. Al festival hanno partecipato nella prima serata Mamadou e Guney Africa, Peppino Bande, Roberto Tangianu, Tonino Pira e Pasquale Murgia e, nella seconda serata, i gruppi provenienti dalla Spagna e dal Brasile, il tenore di Santu Lussurgiu e, in chiusura, il gruppo folk Ortachis di Bolotana che ha salutato gli ospiti a nome di tutto il paese. La manifestazione è stata presentata in maniera impeccabile da Daniela Astara. Lo storico appuntamento dell’estate bolotanese che ogni anno porta nel centro Sardegna una ventata di colori e di musiche internazionali, rinviato a causa della pandemia da Covid-19, ha cambiato il suo format per non rinunciare alla continuità dell’evento, ma ha mantenuto la sua caratteristica fondamentale che ne ha fatto da anni uno degli appuntamenti folcloristici più seguiti in Sardegna: l’incontro genuino e senza frontiere tra genti ed etnie di diverse parti del mondo. «Per noi – sottolinea il presidente dell’associazione Ortachis, Antonello Zolo – è stata un’edizione del tutto particolare e straordinaria che ha voluto rappresentare un punto di ripartenza e una ventata di ottimismo in un anno caratterizzato dalla drammaticità della pandemia. Per il nostro gruppo è stata anche un’occasione per sperimentare forme nuove di organizzazione e condivisione, in attesa di poterci ritrovare tutti in piazza nell’estate del 2021». Una speranza colorata dai costumi variopinti del mondo semplice e genuino del folclore dei popoli che, da Bolotana, a fine anno, ha accarezzato, in modo virtuale, il cuore di tutti. (f.s.)



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