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«Spesa di giunta, consiglio esautorato»

«Spesa di giunta, consiglio esautorato»

Polemica in Comune a Oliena: attacco frontale dai banchi dell’opposizione

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OLIENA. Si apre all’insegna delle polemiche il nuovo anno nel palazzo comunale. Il nuovo asse di opposizione formato dai consiglieri di Oliena in comune, Gianfranca Salis e Manuela Maricosu e dal consigliere di Azzurro, Salvatore Fele, non condivide alcune spese fatte di recente dalla giunta guidata dal sindaco Bastiano Congiu, ritenute superflue in questo momento di difficoltà generale del paese. Si tratta di un’auto «nuova di zecca per oltre 28.000 euro, una monografia su Marianne Sin Pfaltzer, opera che rischia di essere una ripetizione di un progetto della Regione di qualche anno fa, contenuti digitali promozionali a una ditta di Terni per la modica somma di 12.932 euro».

«Queste – spiegano Salis, Maricosu e Fele – alcune delle spese natalizie della giunta comunale, pubblicate sull’albo pretorio del Comune e previste dopo variazioni di bilancio approvate in via d’urgenza in giunta con i poteri del consiglio. Nel corso del 2020 la giunta comunale ha adottato ben 10 deliberazioni con i poteri del consiglio, di fatto escludendo l’organo consiliare dalle funzioni che la legge gli assegna in materia di programmazione. Un atto di arroganza politica nei confronti del consiglio, che colpisce anche i consiglieri della maggioranza, chiamati a ratificare con l’alzata di mano le decisioni dei loro colleghi assessori. “Partecipare è la vera rivoluzione” era stato lo slogan della attuale maggioranza durante la campagna elettorale – osservano i consiglieri di minoranza –. “Partecipare solo noi”, aggiungiamo, visto il trattamento riservato al consiglio comunale. A onor del vero, se queste variazioni fossero state portate in consiglio comunale sarebbero state sicuramente oggetto di discussione, perché di alcune spese non condividiamo, oltre al metodo, il merito. Considerate le pesanti ripercussioni che il Covid ha avuto sul nostro tessuto imprenditoriale, sparpagliare le risorse economiche in attività secondarie rispetto alle emergenze che vive il nostro paese è per noi inaccettabile. sottolineano ancora Salis, Maricosu e Fele. (n.mugg.)

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