Odissea di un cardiopatico “Visita nel dicembre 2021”

Siniscola, un pensionato ha bisogno di un apparecchio per respirare la notte Ma l’ufficio protesi al poliambulatorio è scoperto ed è stato dirottato a Macomer

POSADA. Senza filtrini della maschera Cpap dallo scorso mese di ottobre perché il servizio farmaceutico del distretto sanitario di Siniscola non gli fornisce i ricambi senza un nuovo piano sanitario di un medico pneumologo. Un servizio che però non esiste al poliambulatorio baroniese, e la prima visita utile che era stata prenotata a Macomer per il 16 dicembre dello scorso anno era poi saltata per il congedo per maternità del medico.

Una situazione paradossale quella che sta vivendo G.C., ex dipendente Legler in pensione da qualche anno. Sofferente di problemi cardiologici, l’uomo si è sottoposto tre anni fa ad un operazione al cuore all’ospedale San Matteo di Pavia per la sostituzione della valvola aortica. La riabilitazione è avvenuta poi alla clinica Maugeri dove sono state notate delle gravissime apnee notturne. Per permettergli di riposare meglio gli è stato prescritto l’utilizzo notturno di una maschera Cpap, un sistema quasi simile a quelli utilizzati per i malati di Covid che però invia aria anziché ossigeno.

Da Pavia il pensionato è rientrato con un piano sanitario che gli ha consentito di ottenere sinora dall’Ats gli apparati necessari al suo benessere. Tutto bene sino a quando, non è andato in pensione il responsabile dell’ufficio protesi che forniva all’uomo filtri e mascherine (rispettivamente 12 e 2 all’anno). Gli è stato quindi richiesto un nuovo piano sanitario e per poterlo avere, il Cup gli ha prenotato la visita poi saltata a dicembre.

Quando il pensionato ha richiamato per un nuovo appuntamento, la prima data si è liberata solo tra un anno, il 16 dicembre 2021. «A nulla sono servite le mie proteste – dice il pensionato –, mi hanno detto che a Siniscola non c’è lo pneumologo e che l’unica possibilità è per dicembre a Macomer. Ho anche provato a farmi fare un piano dall’oncologo che mi segue per altri problemi – prosegue – ma non è stato accettato dall’Ats».

Una guerra che va a cozzare con le manchevolezze del reparto farmaceutico del distretto sanitario quella intrapresa da Carboni che per il momento è costretto a riciclare l’unico filtro rimastogli e ha dovuto chiedere aiuto alla figlia che risiede a Pavia e che è riuscita a trovargli un appuntamento specialistico per il 16 marzo. «Avrei sicuramente voluto evitare di spostarmi dalla Sardegna in questo periodo di insicurezza causato dal Covid – dice sconsolato – ma purtroppo dovrò farlo se i vertici dell'Ats non risolveranno la mia situazione».

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