Fumata bianca al Consorzio industriale

L’assemblea dei comuni elegge presidente Gianni Pittorra. Resta nel direttivo l’uscente Piero Guiso, ancora sotto inchiesta

NUORO. Fumata bianca ieri mattina al consorzio industriale provinciale per l’elezione del presidente che resterà in carica per i prossimi cinque anni. L’assemblea dei rappresentanti degli otto comuni consorziati e dell’amministrazione provinciale ha eletto Gianni Pittorra, imprenditore indicato da quest’ultimo ente, guidato dal commissario straordinario Costantino Tidu. Nuorese, cinquant’anni, titolare di un’impresa specializzata in trasporti eccezionali, Pittorra è stato candidato nelle liste del Psd’Az alle elezioni comunali dello scorso anno. È stato presidente degli operatori dell’area industriale di Pratosardo.

Gli assenti. È stato eletto all’unanimità dai presenti anche se all’appello mancavano i sindaci (o i loro rappresentanti) dei comuni di Bolotana, Macomer e Siniscola. Assenze di peso vista l’importanza delle zone industriali che ricadono nei loro territori. Il rinvio del voto era stato chiesto in precedenza dai comuni di Lula e Borore (che poi invece hanno partecipato all’elezione), ufficialmente per la necessità di evitare assembramenti in tempi di pandemia. La stessa motivazione utilizzata per vietare l’ingresso ai giornalisti durante il voto. Con Pittorra è stato eletto anche il nuovo consiglio direttivo, di cui fa parte Paolo Fadda, imprenditore di Orani indicato dalla Camera di commercio, la sindaca di Borore Bastiana Carboni, il vice sindaco di Galtellì Franco Solinas e il presidente uscente Piero Guiso, indicato dal Comune di Ottana, dove svolge la sua attività.

L’inchiesta. Guiso resta dunque, sia pure con un ruolo minore, nella cabina di regia di un ente che ha avuto durante la sua presidenza un quinquennio tormentato: dalla crisi del comparto industriale di Ottana alla disastrata situazione finanziaria dello stesso consorzio, oberato dai debiti, sino all’inchiesta della magistratura che ha portato agli arresti domiciliari dello stesso Guiso e del direttore del consorzio Tore Serra (arresti poi revocati due mesi dopo il provvedimento del luglio 2019) e a un buon numero di indagati. Il 4 marzo prossimo il Gup Teresa Castagna dovrà decidere il loro destino processuale (sono accusati istigazione alla corruzione, falso ideologico e turbata libertà del procedimento di scelta del contraente). Gli altri imputati dell’inchiesta, che ha provocato un terremoto dentro e fuori il consorzio, hanno chiesto il rito abbreviato: Tonino Marchio, di Lamezia Terme, Donato Sabatino, pugliese, Antonio Busi, lombardo, dirigente dell’Antica fornace Villa di Chiesa, Luigi Zilli, piacentino, e Antonino Roncone, abruzzese. Sono tutti titolari di imprese che operano o erano in procinto di farlo nell’area industriale di Ottana e avrebbero avuto un ruolo nell’inchiesta complessa alla quale i carabinieri hanno lavorato per due anni, che vede al centro il progetto di un impianto per rifiuti speciali e la vendita di aree provenienti da procedure fallimentari.

Il commissariamento. Dal canto suo Guiso respinge le accuse. «So di aver agito per l’interesse del consorzio, che ho contribuito a risanare mentre era sull’orlo del tracollo: quando sono diventato presidente l’ente era ai limiti dei fidi bancari e pagava ogni anno oltre 180mila euro di interessi. Con la mia gestione è stato contratto un mutuo che costa complessivamente 250mila euro l’anno del quale abbiamo quasi estinto il capitale». Aggiustamento dei conti del quale gli ha dato atto il neo presidente Pittorra nelle sue prime dichiarazioni. Piero Guiso era tornato alla guida del consorzio nel giugno dello scorso anno: immediatamente dopo la revoca del Gip di Nuoro della misura di interdizione dai pubblici uffici, la giunta regionale Solinas lo aveva rimesso alla guida dell’ente al posto della commissaria straordinaria Pietrina Lecca, nominata nel febbraio dello stesso anno. Poco dopo il suo insediamento era stato riassunto anche il direttore Tore Serra che era stato licenziato da Lecca.

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