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Nuoro

«Macomer, il 118 va potenziato»

di Alessandra Porcu
«Macomer, il 118 va potenziato»

Appello del sindaco Succu alla Regione: è necessario avere un mezzo di soccorso avanzato

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MACOMER. «Macomer e il Marghine devono poter disporre di un mezzo di soccorso avanzato. A bordo dell’ambulanza del 118 ci deve essere un medico». È l’appello che il sindaco, Antonio Succu, rivolge a Regione, Areus e Ats. «Dotare il nostro territorio della medicalizzata significherebbe superare l’importante e fruttuosa esperienza maturata dagli infermieri del mezzo di soccorso infermieristico attivo in città da circa un decennio. Operatori – sottolinea il primo cittadino –, che hanno lavorato e continuano a farlo con grande merito». L’obiettivo, dunque, sarebbe quello di rafforzare un servizio necessario, rendendolo più efficiente. L’attuale postazione è sotto organico. 5 unità, invece che 6, a garantire una copertura 24 ore su 24. Ambulanza, autista e soccorritore vengono forniti dalla Croce Verde la quale, grazie a una convenzione, supporta anche le attività del mezzo di soccorso di base. L’altro, di stanza a Bolotana, è gestito in accordo con la cooperativa locale. «I veicoli di assistenza avanzata presenti nel Marghine sono due: quelli di Nuoro e Ghilarza. Il primo viene gestito dalla centrale operativa di Sassari, il secondo da quella di Cagliari. Ciò significa – precisa Antonio Succu –, che gli interventi sono subordinati. C’è poi l’elisoccorso. Ovviamente il suo utilizzo implica tempi e condizioni particolari legate al meteo e alla visibilità, scarsa o nulla durante la notte». «Tutto questo per sottolineare – aggiunge il sindaco – quanto serva, ora più che mai, avviare una riflessione sulla sanità del nostro territorio. La pandemia ha messo in luce il bisogno di rivedere la gestione dell’emergenza. L’Usca sta svolgendo un buon lavoro ma l’Unità speciale è legata strettamente al Covid e cesserà di esistere nel momento in cui il virus sarà sconfitto. Credo – rimarca – che sia giunto il momento di cambiare passo. E non mi si venga a dire che è un problema di costi perché la vita umana non ha prezzo». Gli interventi svolti dai mezzi infermieristici e di base presenti a Macomer superano il centinaio al mese, senza contare quelli gestiti da Bolotana. I casi più complessi richiedono l’ausilio di un medico e di un mezzo di soccorso avanzato. Perciò i tempi si dilatano, non solo per via dei km. Le rigide misure anti Covid impongono un iter lungo e complesso. «In Sardegna il sistema del 118 è stato avviato una ventina di anni fa. Nonostante la posizione baricentrica di Macomer, la vicinanza alla 131 e l’assenza di un ospedale cittadino – tuona – si era scelto di non attivare il servizio nel silenzio di chi, allora, doveva vigilare. Dieci anni più tardi si è messa una pezza con l’ambulanza infermieristica. È ora che a bordo ci sia pure il medico».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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