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Nuoro

Uccise l’ex compagna: una perizia per l’imputato

Uccise l’ex compagna: una perizia per l’imputato

Il presidente della Corte d’assise d’appello ha accolto la richiesta della difesa Ettore Sini era stato condannato all’ergastolo per l’omicidio di Romina Meloni

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NUORO. Perizia psichiatrica per Ettore Sini, l’agente di polizia penitenziaria di Bono che il 31 marzo 2019 uccise a colpi di pistola l’ex compagna, Romina Meloni, e ferì gravemente il suo fidanzato Gabriele Fois. Ieri mattina il presidente della Corte d’assise d’appello di Sassari, Maria Teresa Lupinu (a latere Capitta) ha accolto le richieste dei suoi legali, gli avvocati Pasquale Ramazzotti e Lorenzo Soro, e ha disposto una perizia tecnica sulla capacità di intendere e di volere dell’imputato al momento del fatto, in relazione alla sussistenza delle aggravanti della premeditazione e dei motivi abietti, secondo il giudizio espresso con la sentenza di primo grado. L’incarico verrà conferito all’udienza del 3 marzo.

Ettore Sini, giudicato con rito abbreviato, era stato condannato all’ergastolo per omicidio volontario. Secondo l’accusa, l’uomo aveva agito spinto dalla gelosia perché non accettava la decisione di Romina Meloni di interrompere la loro relazione, dopo che lei ne aveva iniziato un’altra con Gabriele Fois, con il quale conviveva da tempo. Quella domenica Sini era partito da Ozieri per Nuoro armato della pistola che poteva detenere legalmente ma non portare con sé. Arrivato all’appartamento della ex compagna, aveva sfondato la porta d’ingresso a calci, e aveva sparato all’uomo che si frapponeva fra lui e la donna. Due colpi di pistola, uno alla testa e uno alla coscia destra: Fois ferito gravemente era rimasto in coma 28 giorni. Romina Meloni, invece, era morta sul colpo raggiunta da due proiettili, uno alla testa e uno al collo. Secondo la difesa, l’agente di polizia penitenziaria non aveva pianificato l’omicidio. Il delitto non era nato dalla scelta della donna di andare a vivere con un altro, anche perché tra lei e Sini esistevano ancora delle complicità che potevano far sperare in una ripresa del rapporto. Per gli avvocati, invece, il delitto andrebbe inquadrato in un contesto di illusioni e disillusioni. La situazione tra Sini e l’ex compagna era degenerata dopo una telefonata che quel giorno l’uomo fece alla donna, mentre si trovava a casa dei genitori di Fois. Un dialogo che avrebbe fatto perdere la testa all’ex agente di polizia penitenziaria che, in preda a una sorta di corto circuito, si era poi presentato nella casa di via Napoli e aveva fatto fuoco. La famiglie di Romina Meloni è assistita dall’avvocato Orlando Ugone; Gabriele Fois dagli avvocati Pietro e Mario Silvestro Pittalis. (k.s.)

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