“Bosa... in posa”: un tuffo nei ricordi

Il volume di Valentino Tedde racconta con le foto la società tra gli anni ’50 e ’70

BOSA. Il primo volume quattro anni fa, presentato in una mostra che nel chiostro del Carmelo aveva riscosso un notevole successo, con le immagini che regalavano scorci urbani e paesaggistici di una città che nel tempo cambierà volto. Ora Valentino Tedde, fotografo per passione nei giorni del riposo dopo quarant’anni di lavoro lontano da Bosa, presenta un secondo volume che ripercorre, ora attraverso “Volti, tradizioni e ricordi” la società bosana tra gli anni Cinquanta e Settanta, nella raccolta sul tema “Bosa... in posa”. Tutto è nato sulla pagina social omonima, che Valentino Tedde cura da anni e dove non pochi iscritti hanno iniziato a postare foto di famiglia, che ritraevano momenti di vita quotidiana, feste, lavoro. Un patrimonio di immagini chiuse nei cassetti o conservate tra le pagine dei libri, che per Valentino Tedde ha un valore di testimonianza importante. «In questa raccolta fotografica c’è una parte di Bosa ormai scomparsa, molte foto di gruppo ad esempio, la cui pubblicazione mi è stata concessa da tanti amici che hanno voluto collaborare, con pose che vanno dagli anni ‘30 fino agli anni ‘70» spiega. Duecento pagine di foto in bianco e nero quelle del secondo volume di Bosa… in posa, che riportano alle vie del quartiere medievale dove si tesseva il Filet, alle feste di Carnevale, al lavoro dei pescatori intenti a sistemare le reti per gli ingegni a Bosa Marina, agli operai che costruivano strade, scuole, uffici, case. «In effetti anche questo è un percorso della memoria, che richiama persone e momenti di vita, aggregazione, festa, lavoro». Il nuovo volume arriva dopo anni di impegno. «Ringrazio particolarmente il lavoro e il sostegno di Andrea Tedde, Raffaella Moresco, di mia figlia Valentina» sottolinea Tedde, ma ha già riscosso non poco interesse, e non solo tra le mura storiche di Bosa. «Tante le copie che ho spedito ad amici ancora oggi lontani dalla città, partiti, come la mia famiglia alla fine degli anni Sessanta (in copertina nel volume), per trovare lavoro nel continente e nei paesi europei» dice Valentino Tedde. Che guarda avanti, e pensa già a un nuovo volume fotografico, il cui obiettivo però resta per ora un segreto.

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