Finanziamenti revocati, il Tar dà ragione al Gal

Macomer, la Regione aveva bloccato i fondi per un presunto conflitto d’interesse Il tribunale sospende lo stop ai fondi. «Certi di essere dalla parte della ragione»

MACOMER. Il Gal Marghine rientra nel pieno della sua operatività. A decretarlo è l’ordinanza del Tar Sardegna emessa lo scorso 25 febbraio con la quale viene sospesa la revoca da parte della Regione dei contributi al Gruppo di azione locale. Il motivo è chiaro: «Non emerge dagli atti procedimentali la ragione giustificativa del provvedimento di ritiro».

«Il tribunale amministrativo – sottolinea il presidente, Sergio Sulas – ancora prima di entrare nel merito, non ha trovato adeguata giustificazione motivazionale e procedimentale. Ha riscontrato vizi difetto di motivazione e istruttoria oltreché violazione del principio di proporzionalità e lesione dell’affidamento. Qualcuno – prosegue – ci ha costretti a presentarci davanti a un giudice con le sue presunte, e incompetenti, certezze. Da oggi, per noi, il forse non è più un’incertezza. Da oggi il forse ci apre delle possibilità».

A poco meno di tre mesi dalla revoca dell’ammissione al finanziamento di 3 milioni di euro – la determinazione era stata firmata il 4 dicembre 2020 dal direttore del Servizio Sviluppo dei territori e delle comunità rurali, Maria Giuseppina Cireddu – il Gal Marghine può riprendere il percorso interrotto e avrà l’opportunità di farlo avendo a disposizione una cifra considerevole.

Si tratta, appunto, dei fondi del Programma di sviluppo rurale 2014/2020 che erano stati bloccati dalla Regione per un presunto “conflitto di interesse”. Secondo il parere dell’ufficio preposto, che fa capo all’assessorato dell’Agricoltura e Riforma agropastorale, la presenza del presidente Sulas, tra i beneficiari delle risorse e membro del Consiglio di amministrazione del Gruppo, strideva con le condizioni di ammissibilità ai bandi.

Da qui la lunga diatriba che ha costretto i soci del Gal Marghine a passare per le vie legali. «Eravamo certi di essere dalla parte della ragione – afferma con sollievo il direttore, Stefano Carboni – Abbiamo sempre, e sottolineo sempre, seguito le regole e rispettato il nostro regolamento interno. Quello che ora ci lasciamo alle spalle non è un periodo semplice, ma alla fine il nostro impegno e la nostra perseveranza sono stati premiati. È giunta l’ora di rimettersi al lavoro. Bisogna recuperare tutto il tempo che è andato perso. Abbiamo diversi progetti da portare avanti e da realizzare. Ci sono uomini e donne che aspettano di raccogliere i frutti del loro operato. C’è un territorio che merita di vedere riconosciute le sue tipicità e la bontà delle sue produzioni. Andiamo avanti. Più forti di prima».

©RIPRODUZIONE RISERVATA



WsStaticBoxes WsStaticBoxes